SONETTI
I
Al Guinizelli
Disputa sulla nuova maniera di poetare.
Voi, ch'avete mutata la mainera
de li piacenti ditti dell'amore
de la forma, dell'esser, lá dov'era,
per avansare ogn'altro trovatore;
avete fatto come la lumera,
ch'a lo scuro partito dá sprendore,
ma no quine ove luce l'alta spera,
la quale avanza e passa di chiarore.
E voi passat'ogn'om di sottigliansa;
e non si trov'alcun, che ben ispogna,
tant'è iscura vostra parlatura.
Ed è tenuta gran dissimigliansa,
ancor che 'l senno vegna da Bologna,
traier canson per forsa di scrittura.
II
L'uomo deve resistere fortemente ai colpi di fortuna.
Dev'omo a la fortuna con coragio
istar piú forte quando incontra gli ène,
e quanto piú gli cresce e fa damagio,
alora piú conforta la sua ispene.
E questo agio veduto per usagio:
che 'l bene e 'l male l'uno e l'altro avene;
per me lo dico, che provato l'agio:
chiunqua sé sconforta, no fa bene.
Ben ce dovemo de lo mal dolire,
tempo aspetare e prendere conforto,
sí che lo male no tanto rincresca.
Eo, disiando, pensaimi morire:
ventura m'ha condutto a sí bon porto,
che tute le mie pene in gioi' rifresca.