Una rason, qual eo non sacio, chero:
ond'è che ferro per ferro si lima?
è natura di vena o di tempèro?
o molleza di quel che si dicima?
Cresce e dicresce, corrompe e sta 'ntero,
per sua natura, sí com' fue di prima?
Parlára più latin se non ch'eo spero
che tutto sa chi è dottor di rima.
Sentenza aspetto e di ciò mi confido:
per essa provarò per argomento
che senno e natural rasion non falla.
D'ogn'arte de l'alchima mi disfido
e d'om che muta parlar per acento;
non trae per senno al foco la farfalla.
II
Risposta di Bonagiunta a Gonnella
L'un ferro vince l'altro per forza dell'acciaio.
De la rason, che non savete vero,
di rasion è che 'l mio parer dé' stima.
L'un ferro vince l'altro per aciero,
ciò è lo flor del ferro, che si sprima
per foco, finch'è blanco ch'era nero;
e mettesi dal taglio e da la cima,
e cresce in de lo stato primero
sí ch'altro ferro da lui non strima.
Sentenza dia l'aucel, che fece il nido
quando la gran fredura fi col vento;
ca per lo caldo ciascun ride e balla.
Io sacio che di giorno in giorno grido
lo contrario del nostro piacimento:
se no m'amollo, tal voler m'avalla.
III
Risposta di Bonodico a Gonnella
Il ferro corrode il ferro per artifizio.
Non so rasion, ma dico per pensero:
però lo ferro per ferro si strima
che sua vertute per artificero
per piú dureza di quel ch'è dirima.
Tolle, perde, muta e sta primero,
la sua manera per atto si sprima.
Latino, come sento, respondèro:
ben sa chi omne, ch'è accidente, stima.
In cui è la sentenza mi raffido
che sia prova d'ogna provamento:
lo ver sempre verace non si malla.
Per arte molte campane saucido,
d'altrui no m'asicuro né spavento:
per allumar lo parpaglion si calla.