Bobi. — Giusto, appena fui in grado di reggermi sulle gruccie, alla porta; e sì che mi duole sempre... (si tocca la gamba destra) ma finchè le cose non cangiano, tiriamo di lungo!
Cencio. — Sentite, qui guarirete presto, che l'aria è eccellente.
Mart. — E il vino? Io lo preferisco sempre all'aria.
Cencio. — La paga buona e puntuale, e alla domenica fatta la paga si è in libertà tutto il giorno...
Mart. — Già, per cantare gli stornelli e la tirolese... Sapete? Laralla lallallera...
Bobi (fa la corda). — Tin, tin, tun!
Mart. — Bravo! Il nostro poeta stemperaneo gli è Cencio, che fa versi da farci restare a bocca aperta!
Cencio. — M'ingegno alla meglio.
Bobi. — Mi pare che siate tutti d'accordo...
Mart. — Massime a bere, e sì che fra noi ce n'è d'ogni nazione... Toscani di Livolno, Piemontesi di Biella, Genovesi di Sanpedena, Meridionali di Napoli... Ma per parlare poi, si parla tutti toscano.