Gasp. — Sì, che ne avrò del coraggio... purchè la felicità non mi venga tutta intera ad un tratto! Voi sapete che io sono vissuto tanti anni nel fango della strada, respinto, beffato, trattato peggio di un cane, perchè il più brutto cane riceve talvolta una carezza..... Ma io non aveva un padrone che mi difendesse; non un amico che pigliasse a proteggermi; non aveva nulla; non aveva la famiglia! Ma che dico? Io doveva fuggire gli uomini e cercare la compagnia delle bestie, perchè è scritto che una creatura possa ricevere una prova di affetto dalle bestie e null'altro che dileggi e beffe dagli uomini!

Cat. — Poveretto!

Gasp. — E se in uno di quei momenti terribili in cui la amarezza monta su su dal cuore ad abbuiarvi la mente, in cui si darebbe l'anima per una vendetta inaudita, io prorompeva in una maledizione..... ecco..... ecco..... lo sentite, gridavano: lo sentite il segnato da Dio? — Dio! Forse egli avrebbe fatto meglio se l'uomo potesse farsi bello o brutto a misura dei suoi pensieri e delle sue azioni... e allora! Ma è possibile che il Dio degli sventurati abbia detto questo, lui che inspirò vostra madre e voi ad avere compassione del povero reietto? Oh sì! non c'era che una donna che potesse fare quello che ha fatto lei, quello che fate voi! Ma che oltre alla consolazione ci possa essere per me anche la felicità, non me lo dite, Caterina, no, perchè io che ho resistito a tanti dolori, sento che non potrei resistere a tanta gioia... e morrei qui ai vostri piedi! (le si butta ai piedi)

Cat. — Che cosa volete dire? È Bernardo che vi ha dato ad intendere...? (colpita da un altro sospetto) (Ah! sarebbe troppo!) Mostratemi subito quei biglietti. (Bernardetto)

Gasp. (in ginocchio). — Eccoli: teneteli, essi sono tutti vostri!

SCENA V.

BERNARDETTO dal fondo, inosservato da Gaspare. Detti.

Bern. (a Caterina, che svolge l'involto dei biglietti). — Aspettate, venite di là, che vi dirò tutto.

Cat. — No, voglio vederli subito... voglio saper tutto... e non posso assolutamente prestarmi a qualsiasi inganno.

Gasp. — Che inganno?