Bern. (sfinito). — Perdonami!
Cat. — Lo avete sentito?
Gasp. — Sì; ma non vi pare vile?
Cat. — Non più di prima.
Gasp. (a Bernardetto). — È vero; non più di prima, te lo dice lei. (a Caterina con un cenno imperioso) — E ora uscite.
Cat. — No, Gaspare; ora perdonate, come io, sentendo di non poterlo più amare, gli perdono.
Gasp. — Ma io perchè gli dovrò perdonare?
Cat. (dopo una breve pausa). — Perchè voi potrete avere un giorno da me... quello che egli ha perduto... quello che vi ha fatto sognare!
Gasp. — Caterina! (quasi smarrito) Non una parola di più; ora più che mai mi parrebbe un sogno!..... (colpito da un pensiero improvviso, rassicura Caterina, e va a deporre sul tavolo la pistola, accennandola a Bernardetto) — A te, ora non ti temo più!
(prende le mani di Caterina e le bacia riconoscente, mentre Bernardetto si alza, passa vacillando dietro il tavolo, ed esce dal fondo a capo chino)