Batt. — Oh! Guai s'egli si fosse potuto imbattere in certe mascherate indegne, per non dir peggio, ed ascoltare le loro canzonaccie sulla Regina! Ma c'è chi veglia; e prima d'ogni altro lei, signora Nicoletta, che non so che farebbe per suo marito; lei che vorrebbe potersi arrampicare fino al cielo per soffiar via la nuvoletta che gli facesse meno vivo un raggio di sole!

Nicol. — Zitto! Zitto! Sarei degna moglie di Carlo Goldoni se non gli volessi tutto tutto il mio bene?

Batt. — E sono de' begli anni che glielo vuole! Oh scusi!

Nicol. (sottovoce, contentissima). — Ma che! sono cinquantasei! e sono la mia gloria. E oggi appunto è l'anniversario delle nostre nozze!

Batt. (simulando sorpresa). — Oh! Ma non si sono sposati di luglio?

Nicol. — Sì, nella mia Genova; ma non si fecero nozze solenni con tutti gli amici e parenti di Carlo che nel settembre a Venezia. E giusto a questo proposito, la vedi questa bella tabacchiera?

Batt. — È quella che le regalò la marchesa di Marbœuf.

Nicol. — Altri tempi! Ma va a venderla senza dir nulla nè a Carlo nè al nipote, e pensa tu a farci qualche bella sorpresa... In tasca presto che arriva mio marito!

Batt. (presa ed intascata la tabacchiera). — (Anche lei colle sorprese!)

SCENA IV.