SCENA III.

NICOLETTA, in abito da casa, dalla destra. Detti.

Nicol. — Battistino... Senti che ti ho da pregare d'un favore. Tu, Pierina, fammi il piacere di preparare il cioccolato.

Pier. — Subito: l'acqua è già al fuoco da un pezzo. (esce dal fondo)

Batt. — (Ma se il fuoco non s'è spento da sè, a quest'ora l'acqua lo ha spento lei).

Nicol. — Dimmi, hai inteso stanotte quelle grida disperate dalla strada? (accenna a sinistra)

Batt. — Altro! Ed ho subito pensato che è stata una gran bella idea la sua di pigliar lei la camera sul Palazzo Reale!

Nicol. — Ma quando finirà questo baccanale sconcio e sanguinoso che dura da più di tre anni?

Batt. — Appena i Francesi si saranno mangiati gli uni gli altri.

Nicol. — Meno male che un po' per la malattia che gli ha impedito di uscire, un po' per le nostre cure, Carlo ignora le cose orribili accadute in questi ultimi mesi!