Batt. — Che gloria per lei, e che cecca sul naso ai suoi nemici!

Gold. — Figurati! Ma vedi se ho ragione di dire che il tempo è galantuomo? Carlo Gozzi mi accusava di fomentare le bizze del popolo contro i nobili, precisamente come Fabre accusa adesso Collin di fare il rovescio; il pubblico mi preferiva più d'una volta l'abate Chiari; Baretti mi flagellava per anni ed anni colla sua Frusta, e quando io stanco di così lunga lotta coi comici, col pubblico e cogli accademici, mi rifugiava in Francia e vi otteneva il grande successo del Burbero, Baretti negava persino che potesse essere mio!... Ebbene io non me la sono presa allora coi miei Veneziani, nè col Baretti, no: ho taciuto ed ho aspettato con pazienza. Che cosa è successo, Titino? Che mentre i miei nemici sono quasi tutti dimenticati, ed i Granelleschi non si ricordano più che per riderne, il povero Avvocato Veneziano a poco a poco si è fatto strada ed ha finito per essere lodato, troppo lodato, e da chi? Da Gaspare Gozzi, Cesarotti, Verri e Parini in Italia, e qui da Marmontel, Grimm, Beaumarchais e Voltaire; e quando, or fanno cinque anni, sono ammalato, chi corre al mio capezzale a stringermi la mano, a consolarmi? Vittorio Alfieri, il più grande dei Piemontesi, compreso il signor Baretti! Dunque, figliuolo mio, mai bizze, mai rappresaglie che guastano il sangue e l'ingegno; ma pazienza, coraggio, fede nell'arte della verità e nella giustizia del tempo; e se mai voi altri giovanotti poteste dimenticarlo, venite a vedere Goldoni: eccolo qui sereno ed orgoglioso non di vendette e di rancori, ma dei suoi cinquant'anni di lavoro, dei suoi cento sessanta componimenti teatrali, e se oggidì non guasta, dell'onestà delle intenzioni che glieli hanno inspirati!

Batt. (con trasporto temperato da riverenza). — Ma come si fa a non volerle bene, anima piena di luce e di bontà?!

Gold. — In quanto a luce, mi si è già chiusa una finestra... Ma se mi vuoi tanto bene perchè non corri subito dal Bernard?

Batt. — Lo vuol proprio vendere un libro così prezioso?

Gold. — Sicuro che è un gran bel documento per il mio amor proprio... Ma fra il mio amor proprio e il dare a mia moglie una prova di affetto, oggi, l'anniversario del più bel giorno della mia vita, non posso esitare... Vallo a vendere: sarà la prima volta che un tragico avrà servito a tenere di buon umore cinque persone... e poi fa tu quello che credi più conveniente... (impaziente) Ma non perder tempo che è tardi!

Batt. — Mi lascia pigliare il cappello?

Gold. — Oh! (lo piglia fra le sue braccia) Scusami; t'ho parlato come ad un servitore e tu sei un amico; tu e il mio buon nipote, i miei figliuoli!

Batt. (commosso). — Fino alla morte! — La sua signora!

Gold. — Zitto! (asciugandosi gli occhi) Ridi... ridi, ti dico!