Chén. — No, brutto; ma così va il mondo per ora.

Gold. — E per un pezzo, e sai perchè? Perchè i primi ad approfittare d'una rivoluzione fatta, come la vostra, dal fiore dell'ingegno e dell'intendimento, è quasi sempre il fiore dei Flins e dei Collot!

SCENA VI.

BATTISTINO dal fondo. Detti.

Gold. — Giusto te. Vieni qui subito a stendere una dichiarazione al cittadino Flins des Oliviers come quella che si è fatta al Diderot; io la firmerò. (a Chénier, mentre Battistino, deposto mazza e cappello sulle seggiole in fondo, si mette al tavolino) Il mio segretario, un buon comico, Battistino Stuck.

Chén. (sottovoce). — E tu, quando i comici sono sospetti e i tedeschi passano il Reno, te lo pigli in casa?

Gold. (forte). — Ma egli non è tedesco; il mio Stuck è fiorentino... Non è vero?

Batt. — Fiorentinissimo; Stuck, Stucco, molto Stucco, tutto Stucco, e, invece del Reno, passerei volentieri le Alpi.

Chén. — Fiorentino? Ma certo di padre tedesco.

Batt. — Al contrario. Mio padre è fiorentino ed io sono nato in tedescheria... ma per un semplice effetto del caso...... ci passava mio padre!