Chén. (ridendo). — E vostra madre?

Batt. — Oh! mia madre, non lo nego, quando sono nato io, era presente. (alzandosi) Ecco la dichiarazione tale e quale si è fatta a Monsù Diderot. (legge): «Il sottoscritto Carlo Goldoni dichiara che non c'è parola nella Commedia «La Giovane albergatrice» del cittadino Flins che sia sua».

Chén. — Scusate: Claudio Carbon Flins des Oliviers, se vi piace.

Batt. — Moltissimo. Io adoro i nomi lunghi... (si dimenticano più presto!) — Ecco fatto, signor avvocato.

Gold. — Ed ecco firmato, cittadino amico.

Chén. (osservando la dichiarazione). — Dichiara che non c'è una parola nella commedia di Flins che sia sua... (guarda Battista che finge di essere distratto) — A chi si riferisce quel sua?

Batt. — A Goldoni. Goldoni dichiara che nel lavoro di Flins non c'è una parola che sia sua, dunque di Goldoni.

Chén. (sorridendo come chi subodora una malizia). — Ma non c'è pericolo che quel sua si riferisca invece a Flins?

Batt. — E allora, invece di sua, metteremo di lui.

Chén. — Dichiara che nella commedia di Flins non c'è parola che sia di lui... (guarda Stuck).