Arlec. — Quanto ai costumi, si sa, in tempo di rivoluzione si tira via e le migliori intenzioni se ne vanno troppo sovente a monte..... di pietà; ma, in un'epoca così sbracata, loro sono ormai avvezzi a non badare troppo al sottile. (apre i paraventi, ripiegandoli in modo che il primo serva di quinta alla porta al proscenio a sinistra, e l'altro copra il pianoforte) La scena rappresenta al vivo, come vedete, la città di Venezia: di qua a sinistra, il palazzo ducale tutto duro come un marmo, e così vero, che pare dipinto. Lì accosto, San Marco, che si metterebbe sotto una campana di vetro, tant'è meraviglioso e originale..... Lei di lì non lo vede... e neanche più in là... e glielo dico in segreto il perchè: San Marco, modesto, sa che siamo in tempi di rivoluzione e per timore di essere confuso colla gente che si fa avanti, preferisce di starsene indietro... bel caso! Poi la torre dell'orologio e le Procuratie... Qui Marco e Todero; dinnanzi il mare infinito; bucintori, gondole, peote e barche rotte — che sono giusto le meglio dipinte. Ora do il segnale per la sinfonia.
Gold. — Anche la sinfonia?
Arlec. — Diamine, un capocomico che rispetta l'arte!... Ma, stante il gran concorso, ho messo i suonatori fra le quinte, violini e violoni, tube e catube, fagotti, corni e pifferi, speriamo senza ritorno, ma tutti al vostro servizio.
Nicol. — Ma non vedo gli istrumenti.
Arlec. — Oh gli istrumenti... si ommettono per brevità; ma non ci perderete nulla, anzi! La sinfonia, per il gradimento universale della musica e la fortunata allusione del titolo, è quella di Giannina e Bernardone (s'inchina a Carlo e Nicoletta) Ora giù il sipario... cioè no, niente sipario... se il sipario non va nè su, nè giù, ma che non lo sappia neanche l'aria, sopratutto l'aria che potrebbe averselo a male, è soltanto per risparmiare all'illustre poeta ed alla gentile udienza un raffreddore, col quale, inchinandomi, ho il piacere di lasciarvi!
(S'inchina verso tre parti e poi sparisce dietro il paravento che ha alla sua destra)
SCENA IV.
Dalla seconda porta a sinistra, dietro al paravento, colla Rosalia che si mette subito al cembalo, MATTIUZZI, vestito da Pantalone, GANDINI da Capitan Fracassa, BALLETTI da Dottore, SUSANNA da Colombina. Detti.
Arlec., Pant., Capit., Dott., Colomb. —
(Solfeggiano la sinfonia dell'opera Giannina e Bernardone di Cimarosa, in grande voga a quell'epoca, come il Matrimonio segreto dello stesso maestro, accompagnati col cembalo da Rosalia).