Arlec. — Signorie!

Gold. — Arlecchino? Che cos'è questa baracca?

Arlec. — Se me lo permettono, vorrei dire una parola, senza contare le altre, in italiano e non nel mio bergamasco, per riguardo ad una parte della civile udienza...

Tutti. — Parla! Parla!

Ant. — Qui sul canapè colla zia.

Gold. — Ho capito, anche una recita! che cari matti! (seggono tutti)

Arlec. (uscito fuori dai paraventi e inchinatosi). — Cittadine belle ed amabili sempre, e cittadini... amabili... qualche volta e belli... io ho l'onore di annunziarvi quale capocomico — molto comico e niente capo — delle principali maschere dell'antica commedia dell'arte, non meno ragguardevoli per l'abilità — modestia a parte — quanto per la nobiltà di ventidue secoli, tutte proprietarie..... d'una infinità di generi brighelleschi tanto d'entrata che d'uscita — che non pagano dazio — che avremo l'onore di recitare colle principali maschere prima un prologo di nostra composizione e poi, senza papere e senza suggeritore, la commedia di Carlo Goldoni Il Burbero benefico, per rendere il maggior omaggio possibile al principe dei poeti comici italiani, al riformatore immortale delle nostre scene.

Gli altri (meno Goldoni). — Bravi! Bravi!

Gold. — O quante sorprese!

Nicol. — Che buoni amici!