Gold. — Mia moglie?! (con un grido disperato) Oh come sono infelice! (si abbandona con uno scoppio di pianto sopra una seggiola)

Chén. — Via, Carlo, non smarrire il coraggio che ti sostenne in tante prove!

Gold. — Hai ragione... Va pure a dire quello che vuoi... Fra tante menzogne infami questa almeno sarà pietosa!

Chén. — Scusami se t'ho fatto soffrire...

Gold. — Come non soffersi mai! Ma tu l'hai fatto per il mio bene; meglio, l'hai fatto per quello della mia povera Nicoletta! (si è alzato e accompagna Chénier al fondo) Va... non perder tempo e ritorna con una buona notizia... (Chénier esce) ... e presto!

SCENA VII.

ANTONIO dalla destra. Detto.

Gold. (portando le mani al cuore come un uomo ferito). — Ah! m'ha piantato qui un coltello, un coltello che non mi andrà più via!

Ant. — Mio zio! Tu hai pianto... Che cosa ti ha detto Chénier?

Gold. (come chi è stato oppresso da una rivelazione troppo terribile per le sue forze, con vero terrore, quasi gliene apparisse la visione). — Tutto!