Nanni. — Siamo giusti: il denaro corre ora più d'una volta...
Bobi. — Sì... corre... corre... corre tanto che non si arriva mai!
Nanni. — Dillo a me che sono senza un quattrino! È vero che se io lavorassi...
Bobi. — Bravo, se io lavorassi! Ma che dovrei fiaccarmi l'osso del collo a lavorare, se ci fosse un po' di vera libertà? Senti la bella libertà che s'ha adesso. Fin da piccino tutti i giorni mi buscavo mezza dozzina di scappellotti per non volere andare a scuola... Ma se voglio essere un asino, io diceva al babbo...
Nanni. — E per asino mi par che tu sia riuscito benino!
Bobi. — Ma mio padre vedendo che non c'era verso di farmi andare a scuola, si mette subito in testa di farmi imparare un mestiere... e non erano più scappellotti, sai... ma io preferiva le legnate al mestiere, perchè proprio sono nato troppo amante della libertà... O Nanni, tu non hai idea di quello che ho patito per la vera libertà io!
Nanni. — Tuo padre morì che tu avevi vent'anni, mi hai detto...
Bobi. — Sì... e respirai... Gli volevo bene; ma le nostre opinioni politiche erano troppo diverse.
Nanni. — D'allora in poi fosti libero.
Bobi. — Libero? sì, giusto! mi toccò subito di fare il soldato... Io il soldato? Otto ore di esercizi? Piuttosto in prigione!... Finisco di fare il soldato e mi butto a girare il mondo... E subito, sai quei signori: dove va? che fa? nulla? sospetto! vagabondo! all'ombra! — In Italia, dà retta a me, non c'è neanche la libertà di passeggiare!