Bobi (a Nanni sottovoce). — C'era un servitore che voleva lo aiutassi a portare la legna in cantina... Che bestia! Io invece gli ho fatto portare su gli stivali... Ora ho il diritto di riposarmi! (si sdraia sulla panca) Bella casa, sai, quella del signore.
Nanni. — Oh! l'ho sentita nominare più volte... Caspita, so che Andrea il tappezziere qui vicino lavora per lei...
Bonav. — Una bazzecola! Rifà il quartiere di mia moglie... Mi dispiace davvero che non abbiate qualche giovinetta per bene... Io ho sentito parlare di voi ed i vostri casi m'interessano... Vi ho anche visto qualche volta nel botteghino del lotto... Giuoco anch'io di quando in quando...
Nanni. — E non ha mai vinto?
Bonav. — Ho vinto una volta dopo di aver giuocato per tre volte gli stessi numeri.
Nanni. — Sicuro, così si deve far sempre. Ah! lei conosce il giuoco, sebbene non abbia bisogno di vincere, come l'ho io!
Bonav. — Oh! per questo, no; ma il denaro non guasta mai!
Nanni. — E a me poi che sono proprio al verde!
Bonav. — Ma se potessi fare qualche cosa per voi, procurarvi qualche altra occupazione...
Bobi. — Oh! la faccia per me, che per disperato e giuocatore di lotto non ce n'è uno compagno in tutta l'Italia! Lei che ha le braccia lunghe, se mi trovasse qualche impiego!