Fior. (confrontando i due biglietti). — Tredici e cinquantacinque!... Due soli, babbo mio, due soli!!

Nanni (disperato, colle mani nei capelli, si abbandona nelle braccia di Fiorenza). — Assassini!

Bobi (se ne esce dal fondo col suo paniere gridando). — O che bollori! O che bollori!

(Mentre Oreste raccoglie i giornali, il sipario cala prontamente).

FINE DELL'ATTO PRIMO.

ATTO SECONDO

SCENA I.

NANNI entra dal fondo — MARIA dorme sul lettuccio dietro il paravento — Sul tavolo, qualche pannolino da cucire, per Fiorenza.

Nanni. — Messo fuori dal padrone di casa col pretesto che non pago la pigione! Maledetto chi ha inventato lui e la pigione! Ma intanto mi butteranno sul lastrico colla moglie malata! (guarda dietro il paravento) S'è sdraiata sul letto d'Oreste... e la dorme, meno male! Quando saprà che la pigione, invece di portarla al padrone, l'ho portata al botteghino! Che respiro affannoso! Dormi, dormi, povera Maria!... Almeno il sonno è tutt'uno pei ricchi e pei poveri... (scende) Fiorenza non c'è... Che cosa faccio ora? Denari, manco un centesimo; al caffè punto credito; all'osteria un monte di debiti... No, in tutto il mondo non c'è un uomo più crocifisso di me! Qui da vendere, da impegnare... piazza pulita! Che Andrea abbia ragione? Egli sta bene, ha tutto il necessario... mentre io! E se andassi da lui?... No, mi ha mortificato in faccia a tutti. Alla fin fine se ho dato fondo ad ogni cosa fu per vantaggio della mia famiglia. Oh! sicuro, se non le volessi bene... se la maltrattassi... Ma ho bastonato una sola volta, che è così poco, la moglie io?... Ho dato cattivo esempio ai figliuoli? Ho rubato, ho ammazzato? Io!! Li lasciavo patir la fame: ma torti, per diana, non ne ho fatti mai!...

Maria (dietro il paravento). — Renza... Renza...