Fior. — Ma io non ho il piacere di conoscerlo...

Nanni. — Con una parola lo faccio conoscere subito: è un cavaliere!

Bonav. — Bonaventura, qui vicino, sul canto.

Nanni. — E un cavaliere Bonaventura non può recarti che fortuna...

Fior. — Può essere; ma io non posso lasciare la mamma in quello stato.

Bonav. — Oh! la vedrete quando vorrete... Voi piacete a mia moglie... Vi ha vista più volte dalla finestra... In casa mia, non faccio per dire, starete bene: c'è poco da fare, e mia moglie è sempre fuori di casa...

Maria. — O figliuola mia, ma è la provvidenza che te lo manda!

Nanni. — È come se tu avessi guadagnato un terno!

Fior. — Il signore è anche troppo buono per quello che so fare io... (Eppure sento una ripugnanza!)

Nanni. — Per me ti lascio libera, non ti dico una parola; tu sai in che miseria ci troviamo..... Fa come ti pare: tua madre ha bisogno di essere nutrita bene, tuo fratello di essere vestito, ed io non posso lavorare perchè sono senza pelle!