Oreste. — La faccia subito: un pezzo di quel saprabitone tanto lungo, che mi faccia una giacchetta...
Maria. — Quando la smetti?
Bobi (che da un pezzo saluta Bonaventura inosservato). — Signor cavaliere, mi raccomando!
Bonav. — Ah! siete voi!
Bobi. — Sissignore, sempre io... per quell'impiego... seduto!...
Bonav. — Ci penseremo... Bella ragazza, siamo all'ordine?
Fior. — Eccomi bell'e pronta, signor cavaliere... Dunque, caro babbo...
Nanni. — Un momento; signor cavaliere, scusi: le trenta lire me le pagherà prima o dopo il mese? Lo domando per curiosità, mica per altro...
Bonav. — Per me ve le do anche subito (trae di tasca il portafogli).
Maria. — Scusi, sa; mio marito senza pelle non può lavorare.