Fior. — Sai... per l'ospedale... ci vorrebbe l'attestato di un medico... Non è una malattia acuta, mi hanno detto, e sarà difficile che la vogliano ricoverare; ma io direi di portarla con una carrozza... quando l'avranno veduta... Mi dai ascolto?
Nanni. — Una carrozza, hai detto... Sicuro, una carrozza ci vorrebbe; ma aspettiamo ancora...
Fior. — No, subito, prima che stia peggio; e poi questa mattina par fatto apposta: in casa non c'è rimasto neanche una crosta di pane!
Nanni. — Senti, aspetta almeno un paio d'ore.
Fior. — Fino all'estrazione dei numeri, non è vero? No, non voglio, non posso dirti nulla! (s'avvia alla destra). Se la Vergine non mi aiuta, io ho paura d'impazzire! (via a destra).
Nanni. — La Vergine! l'ho pregata tante volte, ma non me l'ha mai fatta la grazia che le chiedeva!... È vero che è anche un bel pezzo che non le si accende più il lumicino... Ah! se ella me la facesse oggi la grazia e tutta intera! Ma come posso averla intera, se la posta è ancora piccina? Oh che idea! Il rigattiere qui vicino me l'ha chiesta tante volte... — No... no... sarebbe un sacrilegio! — Un sacrilegio? Se ne facessi fare un'altra, più grande, più bella, come quella della Seggiola, con sotto un bel altarino di marmo, con tre o quattro lampade... anzi, sei... una più di quella che ne ha cinque... Ah! sì, sì, questa è la mia salvezza, questa è la mia fortuna! (sale sopra una seggiola e stacca il quadro dalla parete) Presto che non mi veda la figliuola o la moglie... Loro ignoranti non capirebbero che non è la Madonna ch'io vendo, Dio me ne guardi! è solamente la cornice! (la bacia con rispetto) Abbi pazienza, Madonnina bella e santa; ma io ti vendo!...
SCENA VI.
FIORENZA dalla destra. Detto.
Fior. — Riposa, grazie al cielo, (vede Nanni) (Che fa?)
Nanni (scendendo). — Ora, corriamo dal rigattiere.