Al di là di Gurfelen, mentre la valle si ristringe, la strada sale, a sinistra del fiume, sopra una rupe che stagliata trabocca giù nei profondo in cui gorgoglia la Toce: di là, alla risvolta del cammino, ove s'innalza un'antica croce di legno, appare pressochè tutta la valle coi casali di Touffwald, Wald, Zumsteg, Brenn e Gurfelen.
Da quest'ultimo in un quarto d'ora si giunge a Fruttwald, diviso dalla Toce, nel verde piano in cui riposa la valle fra le rupi del Nuefelgiuh e le balze del Tamier. Il Nuefelgiuh è un'orrida catasta di macigni aspri, scagliosi, nudi, penzoloni sul villaggio.
Uno di essi, or faranno trent'anni, traboccava con intenso fragore sul villaggio — la terra traballò, i pendoli s'arrestarono, mura si screpolarono — ma il masso per miracolo sprofondava a dieci passi dagli abituri.
Quelle creste ricise, addentellate non paiono accessibili che agli uccelli di rapina. Chi oserebbe del resto arrampicarsi lassù? Sentite una fiera istoria.
Luigi Dellavedova aveva un figlio non ancora ventenne, di ottima indole e di belle forme. Luigi è l'espertissimo fra i cacciatori di camosci. Egli non aveva mai permesso al figlio di accompagnarlo a caccia, promettendogli però che non appena avesse compito vent'anni, avrebbe diviso con lui le fortune di quel passatempo che in fatti è una serie continua d'indicibili disagi, e di pericoli d'ogni maniera. Il giovane attendeva con vivo desiderio, con impazienza quel giorno avventuroso. Spesse volte il padre lo sorprendeva fiso estatico verso i culmini alpestri. Intanto s'addestrava ad imberciare con sicurezza per colpire il suo cappello a trecento passi.
Una mattina, mentre il padre era assente, il giovanotto, malgrado le rimostranze della madre, mette ad armacollo la carabina paterna, parte per una scorsa sul Reti. Alla sera, prima dell'arrivo del padre, sarebbe di ritorno.
Quella sera giunse il padre; ma s'attese invano il figlio. Anche la notte invano.
La domane, la dopodimane, la povera madre correva di quando in quando alla porta della capanna con ansia infinita..... ma forse egli insegue con altri cacciatori un branco di camosci. Il padre interrogò i cacciatori della Formazza; seppe che nessuno s'era mosso di casa! Il padre smanioso, col figlio maggiore, sale sulle alture e le percorre senza posa per varii giorni; frotte di cacciatori e di pastori s'addentrano nelle solitudini di quella cerchia montana, tutto attorno alla valle — invano!
L'ansietà cangiasi in angoscia. — Ogni valligiano palpita sulla sorte del giovane; le madri piangono colla madre.
Ecco l'ottobre — nevica. La neve seppellisce ogni cosa, ogni speranza. La madre sola spera ancora — in Dio! Più d'una volta, la notte, balza dal letto e corre affannata alla porta ove le pare abbia picchiato una mano sospirata. Allo squagliare delle nevi in giugno, sotto le precipitose rupi del Nuefelgiuh un pastore scopre un cadavere orrendamente sfracellato..... Il padre solo potè riconoscere la sua creatura. La carabina, spezzata, trovossi lungi un cento passi dal cacciatore che per la prima ed ultima volta l'aveva impugnata.