Occupai la domane nel visitare i paeselli.

Poco oltre Andermatten la valle si rivolge alquanto a sinistra ed assume quell'aspetto che faceva esclamare al celebre Saussure esser questa la valle d'aspetto più pastorale ed allettevole. Da Stafelwald a Touffwald corrono a destra rupi tragrandi di vivo macigno, coronate d'una sempre verde boscaglia di pini e larici, mentre alzando lo sguardo scorgonsi le vette supreme dell'Hirelihorn (2434 m.), del Gazoli, del Bedriol (2921 m.), le quali, correndo fino al Kastel (3276 m.), dall'aprirsi al chiudersi della valle, a destra rimontando la Toce, segnano col taglio delle loro creste frastagliate il confine fra il regno italiano ed il cantone Ticino.

Dalle balze dell'Hireli si lascia cadere quasi spossato di languore e di fatica lo Steibo, torrente che forma lunghesso quelle repenti chine una cascata di ben duecento metri, la quale appare da lungi quale tela d'argento sfavillante ai raggi del sole. Sempre a destra, prima di giungere a Touffwald, scendono dall'Alpe Gazoli il Fuldstuder e l'Ecco, amendue formanti variate cascatelle, le quali sono assai belle a riguardarsi, principalmente dopo qualche temporale nei valloncelli superiori.

Touffwald, detto pure S. Michele, ha case pulite ed è bene esposto al mezzodì. La strada sotto le boscose falde del Montegiove o Retiberg (3007 m.), come qui lo dicono, procedendo lungo la Toce scorge a Wald, nel centro della valle. Siccome però le molteplici sorgenti che zampillano dal Witenbil, collinetta in mezzo alle praterie, nell'inverno formano scaglioni di diaccio durissimo, i quali coprono per lungo tratto la strada, gli alpigiani l'abbandonano passando da Touffwald alla sinistra della Toce.

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In Wald in una casetta al ponte ha stanza il ricevitore della dogana italiana, gentilissimo giovine che ne fu largo d'ogni cortese indicazione.

Ho fatto una visita alla tenebrosa nicchia in fondo alla quale il Lebenduner, prorompendo da un covacciòlo si precipita in sottilissima polvere; ma il denso velo degli spruzzi e l'altisonante ruggito m'impedirono d'interrogare i genii dello speco.

Il sentiero che serpeggia su per la foresta, dal ponticello che valica il torrente, guida ai pascoli di Vannin, e di là, su per le murene ed i diacci del Minoio-Krüpfi al varco del monte — da cui sceso nella valletta suprema dell'Arbola, pel passo del Figascian, in una giornata di cammino, ad Aernen del Vallese.

Zumsteg è la capitale della valle: è il più grosso villaggio, non il più bello. Le pendici a destra ed a sinistra sono tutte affoltate di pinete.

A pochi minuti da Zumsteg, alla destra della Toce, un bel gruppo di case sulle ultime falde del Nacker, Brenn — (1322 m.); poco più in su, pittorescamente allogato sotto una rovina di giganti roccie che i secoli hanno vestito di muschio e di zolle, sta Gurfelen. Le ruine a cui s'addossa, lo riparano dalle bufere del settentrione — tutto il male non viene per nuocere.