In esse il balsamico profumo della pianta stessa, il muschio che copre da secoli la rupe, la misteriosa oscurità e quell'indefinibile musica, che fa il più lieve susurrare di vento fra i rami e le foglie, ti fa sostare le ore seduto appiè di quegli alberi secolari, assorto, rapito. La più bella di queste foreste è quella che copre il Reti fra Touffwald e Wald. La salita è rapidissima. Sopra la pineta poca verzura, e poi le nude roccie, fra cui ultimo l'odoroso rododendro, il quale fiorisce spesso sul freddo terriccio delle diacciaie. Di quando in quando — troppo sovente forse — si recidono i pini più annosi, anche sulle difficili cornici; ed io me ne andai più d'una volta presso Andermatten a vedere le travi scuoiate tratte dai legnaiuoli sulle fittizie rotaie scivolare rapidissime dalle balze del Krayhorn al fondo della valle. Ammassati questi fusti in cataste lungo la strada, le traggono poi nell'inverno sulle slitte sino alla rupe di Puneigen, sulle casse e li precipitano da quel ciglione. La Toce conduce poi queste travi al Verbano. I legnaiuoli che esercitano questa pericolosa tratta sogliono essere per lo più della valle Cannobina o del Lago Maggiore.

***

Entrai in un antico abituro a Gurfelen.

Da lungo tempo vi abitava la miseria e la malattia. L'infelice sdraiato nel suo lettuccio di paglia, mi guardò con occhio stupito, e con fioca voce disse:

— Non guarirò più, sa? Ho tentato ogni rimedio.

— Che vi disse il medico?

Mi guardò altra volta meravigliato.

— Medico? Noi non abbiamo medici. La visita d'un medico da Domodossola rovinerebbe la mia famiglia. Ci curiamo con decozioni di erbe aromatiche, con acquavite, burro e grasso di marmotta. Ma io ho tentato tutto invano..... forse mi manca qualche pianticella... l'ho già sognata tre volte..... ma non ne so il nome. Gli è come il mio male, mi sento morire e non ne so il nome.

Perchè non conosco io la pianticella che tu sogni!

VI. Costumanze curiose — La scolaresca.