Ben a ragione certi governi avversarono quest'invenzione che rivaleggia per la forza morale colla stampa!
Dell'inferno è dessa senza dubbio, dice con terrore il buon contadino nella notte quando dalla mal connessa impannata della finestra della capanna vede laggiù nella tenebria correre un fantasma dagli occhi sanguinosi, la bocca ardente e la fronte fumosa, mentre l'aria echeggia d'acuti sibili e la terra seminata di carboni ardenti trema sotto i piedi.... Ma direbbe egli che l'inferno inspirò ad un mortale questa terribile scoperta, s'egli sapesse che, mercè sua, si vince il tempo e la distanza, e suona con cristiano affetto la voce: Dammi la destra, anch'io sono tuo fratello?
La vaporiera è dunque la più bella figlia della civiltà, poichè dessa non serve soltanto a beneficio del commercio, sibbene ai più vitali interessi dell'esistenza morale. Qual è l'uomo che dalle marine guardi una nave ad elice sortire, malgrado i venti contrarii e l'agitazione delle onde, la prora dal porto, ammainate le vele, senz'apparente impulso, salpando per le più rimote spiaggie dell'Oceano, ove recherà il nome della sua nazione, — senza sentirsi sollevare dall'entusiasmo, senza sclamare: questa è la più mirabile opera dell'uomo!?
Vedete se col vapore si corre presto: in due minuti da Oleggio volai ai porti liguri e ne ritorno!
Il convoglio attraversava le alture di Borgoticino, quando poco lungi da quel villaggio mi apparve — eureka! — la prima conca del desideratissimo Verbano — fra il Vergante e la rupe della festosa Angera — il quale disserrandosi poi dai colli, cola pel Ticino, al Po, nell'Adriatico.
Una vaporosa nube si dislagava al cielo, ed i raggi vivissimi del sole di giugno penetrando qua e là fra gli squarci illuminavano con tale potenza di tocco la rôcca d'Arona, e laggiù in fondo la punta di Belgirate ove il lago si svolge a sinistra, che davvero il contrasto di quelle accese tinte colle ombre delle convalli armonizzava assai bene colla natura variatissima del quadro.
Un ultimo fischio e il correre si rallenta gradatamente, il convoglio penetra nei campi, ritorna a riva, entra sotto una tettoia, ove cento voci — Arona, Arona! — ti fanno accorto che sei finalmente giunto alla sospirata sponda di quel Lago Maggiore che nella fantasia t'apparve certamente come una regione incantata a cui sorrida eternamente cielo e primavera, abitata dalle più avvenenti ondine, dai più amorosi silfi.
Io vi confesso candidamente di non avere mai fatto questi sogni, e per la zinganesca mia esperienza che mi ha dimostrato i giudizi assoluti essere sempre in alcuna parte erronei, e il male dai mille aspetti mescersi con disuguale misura al bene, e perchè rifuggo dalle imaginose aspettazioni, le quali per lo più al contatto della realtà risolvonsi in dure delusioni. Mi pare quindi profittevole....
— Cosa fa il signore? Scenda, il convoglio non procede mica oltre....
— Benissimo; grazie. Parmi profittevole, diceva, di usare nel giudizio delle regioni che si percorrono, anche coll'intendimento di studiarle oltre l'epidermide, quella mite benevolenza che ogni onesto desidera praticata verso il campanile della sua parrocchia. Quanto al bello, al buono, quantunque spesso il miracolo non faccia il santo, il fidarvisi è la meglio; quanto al brutto ed all'incivile giova il credere che la virtù sta di casa dove meno si crede, e che tanti paesi, tante usanze... E poi gli uomini la pensano così diversamente! Aprite un libro di proverbii — li dicono la più bella eredità che le generazioni si tramandino, la sapienza delle nazioni — sentite che armonìa di opinioni: