Prosp. — Ma non di li! Per il sentiero! — Gli dico di qua e lui va di là! (gli scompare dietro)

Silv. — Mi permette, signor commendatore, che io approfitti di questo momento in cui siamo soli per dirle due parole?

Gius. — Volentieri. S'accomodi. (Che mi vorrà dire? Forse del processo...)

Silv. — Comprendo che abuso forse della sua bontà; ma non posso differire la preghiera che sto per farle.

Gius. — Lei non abusa di nulla, ed io sarò lietissimo di provarle quanta stima ho per lei. Dica adunque liberamente.

Silv. — Ebbene, sappia che io non ho potuto frequentare la sua casa senza rimanere vivamente colpito dalle grazie dello spirito e della persona della sua signorina.

Gius. — Come? Come? E aspetta a venirmelo a dire adesso che sta per arrivare quel nipote che desidero dare in sposo a mia figlia?

Silv. — Sì, perchè non l'ho saputo che stamane.

Gius. — E lei, appena saputo che io desidero questo matrimonio, invece di dire: pazienza, dovevo venir prima, sono arrivato troppo tardi, viene a confessarmi il suo amore giusto quando sta per arrivare l'altro! Eh! non c'è che dire, questo si chiama proprio scegliere il momento buono! Ma sa che se io non la conoscessi per giovane educato e modesto, m'avrebbe l'aria di dirmi: non la dia al nipote la sua Luigia, che non la merita, la dia a me che la merito il doppio!

Silv. — Mi perdoni; ma io non posso esser venuto a domandarle la mano della sua figliuola.