Gius. — Se approfitta del mio legno per recarsi alla stazione, lo vede.
Bobi. — Grazie tante! Non voglio far altre conoscenze io! E poi mi fa meglio andare a piedi... Ma lei non ha un figliuolo che s'è messo soltanto or ora a far l'avvocato?
Gius. — Il nipote, Tullio Savelli.
Bobi. — Ecco quello che io cerco, quello di cui parla il giornale, Tullio!
Gius. — Se ritorna fra un'oretta, o va alla stazione lo vede.
Bobi. — Vado alla stazione. (Ma non vorrei imbattermi nel Valori...) (a Prospera) Non c'è altra strada per andare alla stazione?
Prosp. — Sicuro che c'è; il sentiero per i campi in faccia alla porta del giardino, giù dritto fino in fondo alla scesa. Laggiù troverà una bella casa con tanto d'arme sulla porta, la infili sicuro come in chiesa, attraversi l'orto e darà subito del naso nella stazione.
Bobi. — Gli è il fatto mio... Ma che cos'è quella bella casa coll'arme sulla porta in cui devo entrare?
Prosp. — La caserma dei carabinieri.
Bobi. — La caserma dei carabinieri?! (esce rapidamente dal fondo seguito da Prospera sino alla soglia)