Luig. — (Che amici curiosi ha Tullio!)
SCENA X.
VALORI dal fondo. Detti.
Val. (fuori di scena). — Grazie, sora Prospera; ma lei lo sa, in casa Savelli non ho bisogno di essere annunziato. (in iscena dal fondo) Mio egregio amico... Gentile signorina... Signori...
Gius. — Caro il mio Valori! — Il cavalier Valori, gentiluomo benemerito della nostra industria. — L'avvocato Silvestri, l'avvocato Barbariccia, direttore della Torpedine sociale, se ti fa commodo, e il signor...
Marc. — Marco Marcolini, ai suoi comandi.
Luig. — Cavaliere, io la ringrazio tanto e tanto delle bellissime giunchiglie che ha avuto la gentilezza di mandarmi; ma in compenso le farò vedere la bella stufa che il babbo mi ha fatto fare presso il mio salottino.
Gius. — Mi ha quasi finito i quattrini. Ma li ama tanto quei benedetti fiori!
Luig. (porgendo a ciascuno un fiore). — E chi non li ama?
Petr. — Io.