[6] Debbo anche un ringraziamento alla Ditta Narizzano la quale ci regalò una quantità di scatole delle sue conserve alimentari veramente eccellenti e raccomandabili agli alpinisti per la loro ottima confezione. Anche il sig. dott. Robecchi ci spedì da Strevi una cassetta dei suoi rinomati vini e vermuth, che furono uno dei lussi maggiori della nostra modesta spedizione.
[7] Vedi “Boll. C. A. I.„ vol. XXIII (n. 57) p. 313.
[8] Forse si potrebbe utilmente sostituire la traversa inferiore cui si attacca il gancio in ferro per uncinare la correggia di cuoio, con una leggera sbarra di ferro, foderata di cuoio o di stoffa per addolcire gli spigoli. Colla traversa in legno attuale accade che nelle scosse inevitabili della discesa, allorchè la portantina è carica, si fenda il legno in corrispondenza delle viti che fissano gli uncini in ferro.
[9] Nella carta dell’I. G. M., foglio 29, alla scala 1:50,000 al lago Salzia è assegnata l’altezza di 2270 metri; ciò è evidentemente un errore materiale di scrittura; l’altezza deve essere invece di m. 2670, come risulta anche dalle curve di livello. Nella stessa carta il sentiero del Colle d’Olen dal versante ovest è tracciato nel "Thalweg" mentre esso fa un largo giro per portarsi in alto sulle balze che scendono dal Corno del Camoscio verso il piano d’Indren, e poi giunge al colle tenendosi sempre a mezza costa.
E poichè sono su questo argomento debbo pure fare notare altre imperfezioni della carta sul versante di Gressoney: i due ghiacciai che coprono il fianco meridionale della Piramide Vincent, cioè quello di Garstelet a sinistra e quello di Indren a destra, non hanno nome sulla carta; il bel piano dove le acque del torrente che scende da questi ghiacciai indugiano in meandri fioriti, è chiamato piano di Zindra, mentre il nome suo è di Indren, come quello del ghiacciajo soprastante; il torrente stesso, come è detto più sopra, si chiama Indren e non Mos. La carta poi, benchè abbia una quota e l’indicazione di una morena al posto in cui sorge la capanna Gnifetti, non registra questo frequentatissimo ricovero, come non registra più in alto l’importantissimo Passo del Lys o Lysjoch. Eppure altri passi del Rosa meno importanti e meno frequentati, come p. es., lo Schwarzthor, il Verra Pass, il Felikjoch e lo stesso Passo della Sesia, sconsigliabile sempre se non ai pochissimi ardimentosi e in circostanze eccezionalmente favorevoli, sono tutti segnati, come lo è pure il canale Marinelli e il Jägernetzen che hanno una importanza esclusivamente alpinistica. Di siffatte disuguaglianze ed omissioni ho potuto constatare altri esempi. Uno di essi è di maggior rilievo: sulla strada d’accesso al Gran S. Bernardo, non è indicata la cantina che è a mezza via tra St.-Rhémy e l’Ospizio. La carta dell’1:100.000 pubblicata dal Ministero degli Interni di Francia (foglio XXVI-25, Chamonix) che si vende a basso prezzo ed è di una grande chiarezza per le sue diverse tinte, porta questa indicazione, la cui importanza è evidente.
[10] Queste cifre approssimative, ma fondamentalmente esatte, mi furono comunicate dal gentilissimo sig. cav. Gaspare Mongenet, consigliere provinciale, e si riferiscono al torrente al suo sbocco a Pont St.-Martin.
[11] Alla calcinazione si riduce a milligr. 16,0.
[12] “Vedi Berichte d. deutsch. chem. Gesell.„ anno XXVII, pag. 343.
[13] Tiemann u. Gaertner: Die Chemische und mikroskopisch-bacteriologische Untersuchung des Wassers (Braunschweig, Wieweg, 1889) pag. 41.
[14] Tiemann u. Gaertner, op. cit., pag. 107.