Serva poi a tutti di stimolo, quanto su questo argomento s’è fatto all’estero, in Germania, in Svizzera, in Francia, per impulso specialmente del prof. Forel, del sig. Marshall, del prof. Kilian, del principe Orlando Bonaparte.
I.
Per uno studio sistematico e razionale dei ghiacciai, il Gruppo del Gran Paradiso si presta mirabilmente in virtù della svariata sua configurazione orografica, della entità variabilissima dei suoi ghiacciai dall’umile vedretta alle enormi fiumane di ghiaccio, e dell’orientazione loro in ogni senso. Tutte queste condizioni mutabili da luogo a luogo, possono anche rendere meglio attendibili le conclusioni che si potranno ricavare circa l’influenza loro specifica sul regime dei ghiacciai a parità d’un altro fattore la cui influenza è per ora poco nota, ma che, certamente non trascurabile, merita d’essere studiata; cioè la natura litologica dei bacini alimentanti ed incassanti. Ed una tale ricerca riesce specialmente possibile nel gruppo del Gran Paradiso dove le vette, le creste e i valloni che più strettamente dipendono da quell’eccelsa cima o ad essa fanno corona, presentano una grande uniformità di costituzione litologica, appartenendo tutti per buon tratto all’intorno (specialmente verso sud e verso est) alla formazione prepaleozoica inferiore, al così detto gneiss centrale.
D’altra parte se il mutar della litologia d’una regione può esercitare influenza sul regime dei suoi ghiacciai, tale influenza può essere ricercata nelle vicine regioni più a nord e a nord-est dove emergono la Grìvola, la Tersiva, la Rosa de’ Banchi, ecc., nelle quali regioni si frammischiano con grande varietà i gneiss recenti e tabulari, i micascisti, i calcescisti, le quarziti ed i calcari cristallini, con le serpentine e rocce affini e con le numerose varietà di rocce anfiboliche, rocce tutte ascritte alla formazione prepaleozoica superiore.
Nella scelta da noi fatta di quella località per eseguirvi le nostre modeste osservazioni, fummo poi insperatamente felici per avervi trovato in alcuni punti dei dati preziosi e sicuri sul fenomeno glaciale locale, i quali ci permettono di ricostruire con certezza le sue vicende risalendo fino a parecchie diecine d’anni addietro.
Non è còmpito nostro dilungarci a descrivere una regione classica per l’alpinismo, molto nota e già da molti e valenti minutamente descritta; basteranno pertanto alcuni brevi cenni.
Il gruppo del Gran Paradiso, fra la Valle della Dora Baltea e la Valle dell’Orco, è costituito da un’ellissoide o nocciolo interno di gneiss centrale, rivestito tutt’intorno dalla numerosa famiglia di rocce appartenenti all’arcaico superiore o zona delle pietre verdi. La direzione del suo asse di sollevamento è all’incirca quella di SO.-NE. Un solco profondo, scavato dapprima e per breve tratto in direzione da nord a sud, quindi volgente verso sud-est, ed infine decisamente verso est, separa il gruppo del Gran Paradiso propriamente detto dalla Valle d’Aosta, interponendovi quel gruppo di montagne che si riannodano al Monte Æmilius (3559 m.) ed alla Tersiva (3513). Questo solco è costituito dalla valle di Cogne ad ovest e da quella di Champorcher ad est, spioventi dal comun colle della Finestra di Champorcher (2838 m. carta I. G. M. e 2826 carta Paganini) fra la Tersiva e la Rosa dei Banchi (3164).
L’anticlinale degli strati non passa per la massima elevazione del Gran Paradiso (4061), ma più in basso per il Becco della Tribolazione (3360), con un leggero ribaltamento verso sud-est, ciò che concorda col fatto della maggior inclinazione degli strati sul versante nord-est dell’ellissoide in confronto di quella degli strati sull’opposto versante nord-ovest[65].
Verso est il gruppo del Gran Paradiso vien limitato dalla Valle Soana che vi raggiunge l’elevata cresta Ondezzana-Lavina-Rosa de’ Banchi colle sue ultime ramificazioni di Forzo e di Campiglia, mentre la Valsavaranche limita verso ovest le formazioni montuose direttamente dipendenti dal Gran Paradiso.
Nei primi tentativi di uno studio sistematico dei ghiacciai da noi fatti l’anno scorso, abbiamo limitato le nostre osservazioni al bacino alimentante i valloni confluenti nella Valle di Cogne.