Nell’altra fotografia qui riprodotta, e che fu specialmente presa per avere il dettaglio della scarpa terminale del ghiacciaio di Grand Croux, si vede pure nello sfondo la gran discesa di seracs del ramo sinistro della Tribolazione, la testata di cui abbiamo parlato, e, verso destra, le roccie su cui stanno i due segnali numeri 5 e 6.
Le morene che si osservano presso la fronte glaciale sono recentissime; non si ha vera morena frontale caratteristica perchè il suo materiale viene travolto di mano in mano che si deposita; bella e potente la morena più antica che si addossa al fianco sinistro del vallone, sulla quale viene a terminare, nelle rovine d’un appostamento, la strada di caccia. Più verso il thalweg, in direzione della separazione fra il ghiacciaio della Tribolazione e quello di Grand Croux, si allunga un’altra morena recentissima di forma regolarissima e caratteristica.
Ghiacciai di Grand Croux e di Money.—Questi due ghiacciai li riuniamo in un solo capitolo, perchè havvi assai confusione a loro riguardo nelle diverse carte.
Nella carta dell’I. G. M. al 50.000 portante l’indicazione «levata nel 1882» e nel relativo ingrandimento al 25.000 è designata col nome di Grand Croux l’enorme e continua estensione di ghiaccio che dalle punte Testa di Valnontey, Becca di Gay, Roccia Viva, Grand St.-Pierre, Tour St.-André ed altre ancora, scende a valle suddividendosi più in basso in tre rami colossali. Porta poi il nome di ghiacciaio di Money quello che discende dalla Punta Patrì, dal Coupé di Money, dalla Tour St.-Ours ecc. Questo secondo ghiacciaio è invece il ghiacciaio di Patrì che è perfettamente separato da quello di Money dal crestone 3493-3333-3100 della carta Paganini.
Nell’altra carta al 50.000 pure dell’I. G. M., portante l’indicazione «levata nel 1881» il ghiacciaio di Grand Croux è limitato fra la Testa di Valnontey e la Roccia Viva; ghiacciaio di Money è denominata l’altra grande estensione di ghiaccio che si estende fin oltre la Tour St.-André e che discende al basso in due rami principali. Quello che abbiamo detto ghiacciaio di Patrì non porta ivi alcuna indicazione.
Nella cartina dei signori Yeld e Coolidge si chiama invece Grand Croux l’omonimo della carta precedente più il ramo sinistro (sud) del ghiacciaio di Money; sotto questa denominazione poi si comprende il restante ramo destro più una plaga di ghiaccio che si estende senza interruzione fino alla Punta Patrì corrispondente al ghiacciaio di Patrì, mentre l’indicazione di quest’ultimo è segnata oltre la punta ed in modo incerto.
La disposizione e la configurazione di tutte queste masse di ghiaccio risultano chiaramente dalla carta del Paganini; separazione netta fra il Grand Croux ed il Money non c’è, ma possiamo scegliere la linea che discende dalla Roccia Viva e raggiunge e si continua nel crestone 3287-2957 della carta Paganini[78]. Daremo al ghiacciaio di Money la stessa estensione della carta al 50.000 dell’I. G. M. levata nel 1881, oltre la quale havvi il ghiacciaio di Patrì. Analogamente hanno fatto i signori Bobba e Vaccarone nella carta al 100.000 annessa alla loro guida.
Se per la glaciologia le carte dell’I. G. M. fossero attendibili, dal confronto delle condizioni di estensione del ghiacciaio di Grand Croux ivi riferite al 1881 con quelle risultanti dalla carta del Paganini e con quelle osservate nell’estate scorsa, si dovrebbe dire che questo ghiacciaio si sia di molto allungato in un decennio, ma ciò non è: e la nostra asserzione fondiamo non soltanto sulla poca fede che abbiamo per questo riguardo su dette carte, ma su altre osservazioni di cui diremo. La fronte del ghiacciaio di Grand Croux è quella che attualmente discende più in basso di tutte le altre dei ghiacciai di Valnontey: ciò risulta anche dalla carta del Paganini dove essa porta la quota 2340.
La superficie di questo ghiacciaio è molto accidentata per un buon terzo della sua estensione in alto verso sud-est, diventa regolare nella parte centrale ed in tutta la sua parte sinistra dove apparisce quale potente fiumana di ghiaccio che discende fino all’estremo limite inferiore, e la cui regolarità non è disturbata che dalla non molto accentuata caduta di seracs fra le quote 2530 e 2420.
Il limite estremo della sua fronte l’abbiamo individuato con un allineamento passante per esso e per i tre segnali N. 2, 3, e 4 scolpiti colla solita croce su tre grossi massi stabili di parecchi metri cubi di volume, facilmente ritrovabili e così disposti: il masso portante il segnale N. 2 è sulla morena sinistra del vallone, poco discosto dal sovraccennato appostamento di caccia diroccato; il masso del segnale N. 3 è sulla cresta del lungo e regolarissimo cordone morenico che si trova sul prolungamento della separazione fra i due ghiacciai della Tribolazione e di Grand Croux; il segnale N. 4 infine trovasi su un colossale masso posto sulla destra della testata in questione, fra le molte ramificazioni di torrentelli scendenti dal ghiacciaio, e da essa poco discosto.