L’estremità della fronte di questo ghiacciaio, che sotto forma di cuneo gigantesco s’inoltra nel greto del fondo della valle, è riprodotta nell’annessa fotografia; questa fu presa addì 9 agosto alle ore 16,15 dalla parte di levante nei pressi del masso portante il segnale N. 4. In essa si scorgono pure sullo sfondo i seracs e l’estremità occidentale del ghiacciaio della Tribolazione, come già abbiamo accennato.

Il ghiacciaio di Money nella sua parte alta sud-ovest discendente dalla Roccia Viva è molto accidentato e si distingue malamente da quello di Grand Croux; nella restante sua parte elevata è diviso in due bacini alimentanti, o circhi terminali, dal crestone che discende dalla Tour St.-Ours (3602 m.) in direzione est-ovest. Queste due plaghe ghiacciate si riuniscono a valle di detto crestone alla quota 3219 per tosto separarsi nuovamente in due rami alla quota 3150 in causa di altra cresta di roccia.

Fatta astrazione della sovraccennata parte triangolare a sud-ovest presso la Roccia Viva, il ghiacciaio di Money ha superficie e pendìo assai regolare per due buoni terzi della sua estensione, regolarità alquanto turbata nella striscia che unisce la estremità inferiore con quella superiore dei due sovraccennati crestoni divisori. La regolarità va diminuendo e la pendenza aumentando nei due rami inferiori in cui si suddivide e termina il ghiacciaio. In complesso, la sua superficie è più pianeggiante e meno tormentata che non quella dei ghiacciai di Grand Croux e della Tribolazione.

Il ramo di destra del ghiacciaio di Money termina inferiormente con tre testate presso le quote 2605, 2673 e 2614 della carta Paganini.

Scelto un grosso blocco di gneiss sulla morena laterale destra, sulla sua parete che guarda il ghiacciaio scolpimmo il segnale + Nº 8, 1895, D.P. e sulla sua faccia superiore tracciammo col minio una freccia cogli estremi scolpiti. Questa freccia che, prolungata, passerebbe per il centro della sottostante croce, segna l’allineamento passante per il piede della testata di destra del ghiacciaio ed inoltre la sua visuale mira alla base a sinistra dell’osservatore della Testa di Valnontey. La visuale che dal segnale va all’estremità della testata intermedia del ghiacciaio colpisce esattamente la punta della Becca di Gay; finalmente, la visuale che passa per l’estremità della testata sinistra passa pure per il punto dove la cresta rocciosa discendente dalla Becca di Gay si proietta sulla cresta ghiacciata del Colle di Grand Croux.

Il ramo sinistro del Money discende invece di ben 300 metri più in basso; a 2600 si restringe bruscamente con una linea che è il prolungamento del limite del ramo destro; quindi alla quota 2411 si restringe nuovamente per discendere poi ancora un dislivello di 100 metri e raggiungere così l’estremo limite con una lingua di ghiaccio molto allungata.

È caratteristico l’aspetto che offre questo ramo del ghiacciaio di Money quando lo si osserva da certi punti della valle; osservato per es. dalla morena sinistra, presso la fronte del ghiacciaio della Tribolazione, esso appare come una gigantesca pelle di fiera distesa quale tappeto con una zampa protesa; e noi l’abbiamo chiamato la zampa di leone.

Tale aspetto apparisce molto bene dalla qui riprodotta fotografia presa alle ore 13 del 9 agosto dallo sprone roccioso presso l’estremità sinistra della fronte del ghiacciaio della Tribolazione e sul quale sta il segnale N. 5.

Le irregolarità superficiali del ghiacciaio coi conseguenti effetti d’ombra producono delle screziature che rendono grande l’accennata rassomiglianza. La fotografia abbraccia il tratto di cresta che va dalla Punta Cisseta alla Roccia Viva; vi si vedono nettamente i due rami in cui è diviso il ghiacciaio dal sovradescritto crestone roccioso; sulla destra del quadro appare pure l’estremo lembo destro del ghiacciaio del Grand Croux, separato dal Money da un grosso costolone di roccie.

III.