—Ma allora,... di che si tratta?
—Infatti vi parlerò chiaro. Mi vien fatta una proposta di matrimonio, che potrebbe convenire a mio figlio, e che a me conviene perfettamente. Si tratta d'una ricchissima signora!... capite bene....
—Capisco benissimo... se colla ricchezza ci entra anche l'amore, niente di meglio! ma se l'amore mancasse... ci sarebbe il superfluo senza il necessario.
—Ma neanche il solo amore basta per maritarsi... ci vuole la dote!
—Sicuro!... è giustissima, ci vuole la dote, anzi, ci vogliono delle doti... e il denaro è la cosa meno necessaria alla felicità,... specialmente per chi ne ha più del bisogno.
—Converrete, caro Fabrizio, che un padre ha pieno diritto di scegliere per suo figlio un partito conveniente.
—Verissimo!... Qualora al figlio convenga il principale, che è la donna, il padre ha diritto di occuparsi dell'accessorio... che è la dote.
—Ebbene, vi dirò in confidenza chi sarebbe la donna, e poi mi direte francamente la vostra opinione. Si tratta della figlia unica del signor B——, della casa B. S. e Comp., di Como.
—Una bellissima ragazza... e ricchissima.
—Il padre vedovo cede alla figlia tutta la dote materna, la magnifica villa sul lago, la galleria dei quadri, e vi aggiunge un cospicuo capitale. Poi, alla sua morte il resto. Di più, la madre della ragazza era contessa, ciò che la mette in parentela colle famiglie più nobili. Trovatemi, caro Fabrizio, fra le vostre aderenze un simile partito!