—Che un minuto, lo so. Vuol dire che stasera si fermerà fino all'arrivo del treno 105.

—Ma non si ferma affatto.

Bartolommeo è pazzo sicuramente, ciò che non impedisce al capostazione di sentir drizzarsi i capelli in testa.

—Imbecille!—grida quest'ultimo perdendo il sangue freddo tanto necessario.—Non s'è fermato anche iersera?

L'inserviente conserva la sua calma, ma sembra voglia adoperarla piuttosto a provar la verità delle sue asserzioni che a prevenire un disastro.—Fino a iersera si è fermato, ma oggi non si ferma più.

E riconducendo in stazione il signor Cesare inebetito, gli fa leggere un laconico avviso del seguente tenore: "A partire dal 5 agosto il treno 44 non si fermerà più alla stazione di Y. La Direzione."

—E oggi è il 5,—dice Bartolommeo.

Il capostazione se l'era dimenticato! Adesso egli comprende di che sbaglio si sia reso colpevole nel rispondere al suo collega di Z prima di assicurarsi s'era in tempo di fermare il treno 44; adesso vede tutto l'orrore della situazione, vede la catastrofe imminente, terribile.

—Ai segnali allora, ai segnali!—egli grida con voce troncata dalla commozione.—Ai segnali per arrestare il convoglio 44 che deve ormai esser vicino. Ma presto, per Dio!

E corse di nuovo sulla strada spingendo davanti a sè Bartolommeo che borbotta fra i denti:—Che brutta faccenda! Che brutta faccenda! Corpo dei sette fratelli Maccabei!