Più travagliato e meno durevole destino ebbero le sue rivali sul mare, Amalfi, Pisa, Genova, ma esse dividono con lei la gloria di quella primavera italica del risorgimento comunale.
Niuno però dei Comuni marittimi nè Amalfi, nè Pisa, nè Genova può paragonarsi a Venezia, monumento unico d'italiana energia fin nella sua materiale costruzione, e che ha tutto di esclusivamente suo, origine, leggende, cittadinanza, sovranità, leggi, ordini civili, nobiltà, popolo, cerimonie, feste sacre e profane, i suoi santi persino, perchè tutta veneziana è la leggenda di San Marco, che detronizza il bizantino San Teodoro e diviene il protettore, il simbolo, il grido di guerra di Venezia. L'avete udita questa leggenda in tutti i suoi particolari. Non vi dispiaccia riudirla da un poeta, non senza molte buone ragioni messo presto fuori di moda, ma la nobiltà dei cui sentimenti raccomanda ancora, io credo, al ricordo delle signore gentili. I suoi versi compendiano altri fatti, ch'io non avrei tempo a ricordarvi partitamente:
Veleggiando venia verso Aquilea
Un dì l'Evangelista....
Quando il nocchiero improvvido, dall'ôra
Sospinto in grembo d'una pigra e trista
Laguna si perdea
Tra un labirinto d'isolette....
All'appressarsi del naviglio sacro,