[11.] Scrittori recenti e autorevoli, come il Carutti, mettono in dubbio questa distruzione degli archivi. L'asserisce il Guichenon; il quale anzi la commenta con un brano di tanta ingenuità, che non sappiamo resistere alla tentazione di riprodurlo, come esempio dell'eccesso a cui può giungere, in uno spirito colto e buono la voluttà cortigiana.

«Ce malheur (l'incendio di Susa) n'eut pas été trop grand, si Frédéric, pour se venger, se fut contenté d'exercer sa colère sur des habitants, sur des pierres et sur des meubles; mais l'excès de sa passion l'ayant porté a s'en prendre à des titres et à des papiers d'une si grande consequence..... il est mal aisé de s'empêcher de déclamer contre cette action qui tient de la barbarie.» Libro II, cap. 8.

[12.] Vedi il Frézet, pag. 61.

[13.] Histoire de la maison de Savoie, pag. 61, vol. 1.

[14.] Roberto Guiscardo.

[15.] Mi par notevole l'impronta, che questo concetto giuridico della soddisfazione prende dalla tradizione intellettuale del nostro paese, ove le dottrine del diritto romano non si spensero mai interamente, e risorsero poi nel secolo XII, quello nel principio del quale moriva sant'Anselmo.

[16.] Balbo.

[17.] Carlo Troya, in Prose Lett., pag. 396.

[18.] Mi attengo ai fatti, che hanno carattere più generale. In realtà questo passaggio dell'autorità del Vescovo al Comune non è una regola senza eccezione. Ne ha in Lombardia; ne ha molte più in Toscana.

[19.] È riassunta da: Francesco Lanzani, Storia dei Comuni Italiani dalle origini al 1313. — Villari, Il Comune Italiano e la storia civile di Firenze (Politecnico 1886). — Hegel, Storia della costituzione dei Municipi italiani. — Haulleville, Communes Lombardes. — Scupper, La Società Milanese all'epoca del risorgimento del Comune, in Archiv. giurid. 1869. Vol. 3.º — A. Amati, Ariberto e Lanzone.