Ai giovani che danzano e tracannano vino, come l'età spensierata lo comporta, egli lancia spesso, non so se le più superbe o grottesche disfide.
Del ber con voi garzoni io vengo a prova.
E fin qui passi, e li avrà forse anche superati, ma aggiunge:
E se danzar vi giova,
Invece dello scettro un otre abbranco,
Nè duopo ho della canna
Che mi puntelli il fianco.
Dio sa che ruzzoloni sui prati fioriti e sotto i pampani ombrosi!
Il breve tempo che mi è concesso e più l'onesta compagnia mi trattengono da nuove citazioni, dalle quali apparirebbe pur sempre meglio la meravigliosa pieghevolezza di quell'ingegno sottile e raffinato e l'arte squisitissima che gli fa ingentilire le più repugnanti laidezze. Il vizio non ebbe e non avrà forse mai più un così elegante apologista. Anzi, anche noi nati e cresciuti in un mondo così diverso dal suo, ed avvezzi a tante maggiori ipocrisie, per chiamarlo vizioso, dobbiamo allontanarci dall'opera sua, come si fa di certi quadri per poterne abbracciare l'insieme. Fino a che la musica dei suoi versi ci carezza e la limpida eleganza delle sue immagini ci seduce, non siamo coscienti del fondo melmoso in cui egli diguazza: il poeta ci afferra, si impadronisce del nostro senso artistico a scapito del morale, ci costringe ad un'ammirazione calda, spensierata, ci eccita e ci sfibra, ci infonde la deliziosa mollezza dei suoi costumi e del suo cielo, e tutto ciò semplicemente e quasi candidamente. Egli è che il suo vizio non è mai volgare, ed i godimenti che egli invoca e sublima si completano attingendo a mille sorgenti di vera poesia. Ad un verso bacchico, segue spesso un verso pieno del più intimo sentimento della natura, un vero quadro di paesaggio in piccolissime dimensioni. Il sole è gran parte delle sue gioie, la freschezza dei luoghi ombrosi è espressa con immagini evidentissime, egli si ubriaca ed ama a suon di cetra in mezzo a danze ed a cori.
Mi sono dilungato a parlarvi di Anacreonte perchè si può ben dire che egli fu il vero ed anzi il solo poeta del vino. Dopo di lui, passeranno molti e molti anni, seguiranno i più gravi fatti che la storia comprenda, e converrà che la civiltà che lo produsse si sfasci, che se ne prepari una nuova e che questa nel suo inizio ecceda in manifestazioni ascetiche, perchè appariscano come una rivolta del sentimento e del diritto umano i canti bacchici dei Goliardi, dei quali vi parlerò in appresso.