Povero vino, hanno studiato di te ogni cosa, hanno imparato qual terra più ti si convenga e che modo deve tenersi con tua madre la vite, sono discesi col microscopio fino all'ultime fibrille del tuo corpo, hanno fatta la diagnosi delle tue malattie, le hanno curate, hanno scritto delle leggi contro i tuoi nemici, hanno parlato di te ministri e parlamenti, ma una volta il tuo apparire era segno di certa gioia, e non v'era angoscia che tu non giungessi a sollevare. Ora non fai che aggravarle, non addolcisci ma amareggi, ed i canti che ispiri hanno dei ritornelli disperati.

Nominare tutti i poeti che hanno cantato il vino od anche solo tutti i migliori, sarebbe impossibile nello spazio di tempo che mi è concesso. Solo dei poeti drammatici ce ne sarebbe per un volume. Volevo riferire alcune descrizioni di ubriacature, ma anche qui il tempo manca. Non tutti i poeti sono discreti ed efficaci come Lucrezio il quale in cinque versi raccoglie tutti gli effetti morbosi del vino.

Hominem cum vini vis penetravit

Acris, et in venas discessit diditus ardor,

Consequitur gravitas membrorum, præpediuntur

Crura vacillanti, tardescit lingua, madet mens,

Nant oculi, clamor, singultus, jurgia gliscunt,

che il Rapisardi traduce dilungando:

Quando la forza

Del vino penetrò l'uomo e le vene