Fillossera femmina senza succiatoio, vista per di sotto. Per trasparenza vedesi l'uovo d'inverno entro il suo turgido addome. b bocca rudimentale senza succiatoio; u uovo; visto per trasparenza.

Fillossera maschio, senza succiatoio, visto per di sotto; b bocca rudimentale senza succiatoio.

Come si vede da tutto questo complicato circolo di vita, i danni della fillossera sono principalmente nella sua vita sotterranea. Il nostro Cossa, autore di una pubblicazione fatta nel 1875 intorno a questo insetto devastatore, e nella lezione sul vino che fece qui ora è poco tempo, fa questa domanda: se per avventura non avvenga che i danni della fillossera siano in rapporto con uno stato malaticcio della vite, frutto della lunga opera ignorante od avara del coltivatore. Questo dubbio è avvalorato da molti e gravi argomenti.

I fatti che abbiamo esposto dimostrano senz'altre parole la difficoltà per l'uomo di distruggere questo insetto o ridurne il numero in più discrete proporzioni, perchè poco assai può fare l'uomo contro un nemico così piccolo e nocente sotterra. I rimedî proposti son molti, e questo è cattivo segno, perchè quando c'è un rimedio buono tutti si appigliano a quello. Si parlò di allagamento, impossibile fra noi, dove son quasi tutte le viti in collina, si parlò di sradicare interamente i vigneti, rimedio radicale, ma di cui non è d'uopo dire gli effetti una volta che fosse spinto alle sue ultime conseguenze. Venne consigliato il solfuro di carbonio, la coltivazione di certe piante tra i filari, aglio, canapa, euforbia, stramonio ed altre, ed il loro sovesciamento; si parlò ancora di far assorbire sostanze tossiche dalle viti, sublimato corrosivo, preparati arsenicali, per avvelenar la fillossera; non parlo di altri rimedî fantastici e numerosi di gente che per lo più non ha mai bazzicato colle viti.

Vi fu anche chi lanciò quest'atroce calunnia, che taluni naturalisti trasportassero dall'una all'altra contrada la fillossera, per aver poi la gloria di scoprirla in quella nella quale l'avevano trasportata. Calunnia che si smentisce, senza cercar altro, pel solo fatto che quando la fillossera si scopre in un paese, ciò avviene dopo molti anni da che vi ha posto dimora; e un uomo tanto smanioso di nome da commettere un simile delitto non ha pazienza di aspettar degli anni.

La vita in grande parte sotterranea della fillossera, ciò giova ripetere, fa sì che quando se ne riconosce la presenza in una data regione essa già vi è venuta da molti anni e vi si è grandemente propagata; mentre in una località della contrada invasa abbonda tanto che riesce agevole lo scorgerla, non può a meno di trovarsi ancora in piccolo numero, così piccolo da sfuggire all'attenzione dell'uomo, in altre località più o meno discoste. Supponiamo che la fillossera venisse ad invadere i bei colli pampinosi del contorno d'Asti, e che vi si propagasse in tal modo da riuscire al tutto palese; supponiamo che si fosse trovato un rimedio veramente efficace, ciò che per sventura oggi non è affatto, e che con esso si venisse a distruggere l'insetto in quel luogo; tutto porta a credere che quando era numerosa la fillossera nell'astigiano, qualche individuo non avrebbe potuto a meno di venire, sollevato sulle ali e trasportato dai venti, sulla collina di Torino, per incominciare a propagarsi, e dopo parecchi anni rivelare la sua presenza devastatrice; l'uomo allora si darebbe attorno per distruggerla sulla collina di Torino; ma essa avrebbe incominciato ad allignare nel Canavese.

La nazione più danneggiata dalla fillossera è la Francia, tanto dalla parte del nord quanto nella parte meridionale; si poteva aspettare, ed era ragionevole temere, che ove fosse venuta in Italia avrebbe dovuto entrare, portata dal vento, per la via della Liguria, lungo il littorale per cui confinano i due paesi; invece apparve l'anno scorso a Valmadrera, in Lombardia, venuta probabilmente dalla Svizzera, ma da parecchi anni.

L'uomo dunque, che non ha rimedio contro la fillossera, quand'anche l'avesse non potrebbe adoprarlo che sopra un dato spazio, mentre già in altri luoghi vicini l'insetto incomincierebbe a propagarsi per apparire numeroso più tardi.