Altre memorie più singolari ci presenta la poesia del medio evo. Del secolo XIII è una messa dei beoni che comincia: Introibo ad altare Bacchi, ad eum qui laetificat cor hominis. Il Confiteor vi si trasforma, come il bisogno richiede: Confiteor reo Baccho omnipotenti; vi si trasforma il Pater noster, ed è naturale: Pater noster qui es in scyphis[[I-17]]. San Paolo aveva detto: Ebriosi non possidebunt regnum Dei; ma tale non è l'opinione di chi si finge nel XII secolo faccia la strana professione di fede contenuta in quei versi famosi:
Meum est propositum in taberna mori.
Vinum sit appositum morientis ori,
Ut dicant cum venerint angelorum chori
Deus sit propitius huic potatori[[I-18]].
Nel secolo seguente un cantico alla Vergine si trasforma in un cantico al vino[[I-19]]. Dei Goliardi, autori spesso di così fatte parodie, fu chi disse:
Magia credunt Juvenali
Quam doctrinae prophetali,
Vel Christi scientiae.
Deum dicunt esse Bacchum,