[VI-14] Vinus opus Dei: ebrietas opus diabuli est.

S. Grisostomo.

A. MOSSO

GLI EFFETTI FISIOLOGICI DEL VINO

(Conferenza tenuta la sera del 1o marzo 1880).

Il vino è una bevanda così prelibata, che produce degli effetti fisiologici, anche prima di averlo bevuto.

Per dimostrare questo fatto con una esperienza, mi basta di rammentare ad alcuni amici, che sono qui presenti, certe bottiglie di barolo stravecchio che abbiamo bevuto insieme allegramente. Perchè l'esperienza riesca con quella pienezza, che è degna di questa circostanza, dirò loro che alle 9 e mezzo li aspetto per berne qualche altra bottiglia alla salute della mia serata.

Per discrezione non domando ad alcuno di pronunciarsi sull'esito dell'esperimento, ma sono certo che la maggior parte di coloro cui erano dirette le mie parole, sentirono inumidirsi man mano il palato, come se si sciogliesse qualche cosa sulla lingua. Il fatto che un vino squisito ci fa venire l'acquolina in bocca al solo pensarci, è un fenomeno che dipende da una secrezione più abbondante della saliva, la quale sgorga più copiosa senza alcuna partecipazione della volontà ed in modo affatto automatico.

Nel 1822 un soldato del Canadà, per nome San Martin, ricevette un colpo di fucile a bruciapelo che gli aperse l'addome e gli perforò lo stomaco: in pochi mesi, mercè le cure del dottor Beaumont, guarì completamente, conservando una apertura nelle pareti addominali, a traverso cui potevasi vedere comodamente, come da un finestrino, ciò che succedeva nello stomaco. Per questo soldato fu un vero guadagno, perchè i medici lo pagavano lautamente per vedere come si compiesse la digestione nel suo stomaco. San Martin quando ebbe fatto un bel gruzzolo di danaro, li piantò tutti e se ne ritornò al suo villaggio, dove prese moglie e divenne padre di numerosa prole.

Negli annali della chirurgia vennero dopo registrati parecchi casi analoghi di fistole stomacali, ossia di aperture accidentali dello stomaco, in persone che del resto stavano benissimo.