Nella storia, perchè certo essa ha molto contribuito col suo consiglio, colla modesta prudenza e colla semplicità affettuosa, alla condotta leale del Beauharnais, risparmiando guerre, non di popoli, ma di interessi dinastici.
Il posto d'onore fra le genti di quel tempo le spetta, perchè si conservò virtuosa moglie e buona madre, in mezzo al dilagare di una corruzione e di una licenza, più ipocrita forse, ma più profonda di quella del Direttorio.
Qual era, in fatti, questa società?...
La moda era impudica nelle sue fogge scollate, aderenti, accarezzanti le forme: curioso il battesimo ai colori del momento: o nomi feroci come: il color «dei cosacchi spaventati», oppure erotici, come: il color «sospiro di vergine», il color «grido di sposa», il color «baciami in bocca» ed altri ed altri che non è decente ricordare, ma che si possono leggere sfogliando la raccolta del Corriere delle Dame.
Taceremo i nomi e le gesta: solo ricorderemo che le gentildonne più eccelse.... e più belle, si travestivano da ussaro o da dragone nelle scappate coi loro amanti, ufficiali, tenori.... ed anche mimi, e al teatro della Scala, durante lo spettacolo, molte volte, a metà della conversazione fra dama e cavaliere, venivano calate le tendine del palchetto.
Nei varî partiti politici, erano pur implicate anche le donne e congiuravano insieme contro tutti i poteri.... e tradivano insieme tutte le fedeltà.... politiche e coniugali.
E le vecchie dame, bigotte del partito austriaco? Esse, immemori delle sregolatezze di Leopoldo II, si scandalizzavano per il libertinaggio del principe Eugenio e di tutti gli esecrati Franciosi, com'esse li chiamavano a denti stretti; ma ricordavano forse col confessore, l'abatino profumato e galante del settecento.
Oh voi leggiadra e virtuosa Viceregina, dal cuore nobile e dall'intelligenza onesta, come risplendete di luce soave, di una giovinezza intatta in mezzo a questa vecchia società intrigante e venale, corrotta e corruttrice, che pareva dissolversi nel vizio.
Il principe Eugenio non ebbe certo immeritata la taccia di donnaiuolo; certo non mancavano per colpa sua i mariti offesi.... e non abbastanza ricompensati con adeguate cariche a corte — nei varî partiti che più lo combattevano; pure si direbbe che.... modernamente conciliasse i teneri e facili errori, con un affetto vero e sentito per la sua dolce compagna.
Le scriveva dal Tirolo, rimandando a Milano uno de' suoi scudieri che stava per prender moglie: «.... pensa, mia buona Augusta, che il tuo fedele sposo non potrebbe amarti di più. Rinvio il Battaglia, che morrebbe se qui lo tenessi; è così smanioso d'ammogliarsi, che non dorme più. Gli auguro la felicità anelata: ma il matrimonio è una lotteria, nella quale non tutti, al pari di me, estraggono un numero alto.»