La belle italienne, come la chiamò Napoleone, ammirandone le forme venuste, avrebbe meritato un inno del Foscolo, se alle tre Grazie la Mitologia neoellenica ne avesse aggiunta una quarta, quella sacra al piacere. La società che affollava i salotti o sperdevasi sapientemente in giardino, era un po' mista, senza soverchio sussiego, come l'indole della padrona di casa consentiva.
Anche da ricordare le signorili ospitalità delle marchese Luisa e Margherita Panciatici, in via Larga, nel palazzo che sta in fronte a palazzo Riccardi. — Quelle di casa Tempi nel palazzo di via de' Bardi, ora Bargagli, dove conveniva la società elegante, mondana, e si combinavano matrimoni, preparati, agevolati dalla cortese indulgenza della Marchesa. Quelle di casa Orlandini, nel cui palazzo ebbe più tardi dimora Girolamo Bonaparte conte di Monfort.
Ma rinomatissimi erano i lunedì d'un'altra gentildonna, le cui conversazioni frequentò nel 1812 e nel 1813, mentre fu a Firenze, un gran corteggiatore di donne, Ugo Foscolo, che la immortalò nelle Grazie. Ricordate?
Leggiadramente d'un ornato ostello
Che a Lei d'Arno futura abitatrice
I pennelli posando edificava
Il bel fabbro d'Urbino, esce la prima
Vaga mortale, e siede all'ara: e il bisso
Liberale acconsente ogni contorno
Di sue forme eleganti; e fra il candore