Che giunga ai traditor l'ora suprema.

Mazzini è in ogni loco ove si spera

Versar il sangue per l'Italia intera.

È la disperazione di tutte le polizie d'Europa, che non arrivano ad atterrarlo.

Dopo il 1849, decade politicamente: nel periodo di raccoglimento, è posto da parte. Egli si unisce con Kossuth, e cercano di far l'alleanza de' popoli, opposta all'alleanza de' re. Mira a trasformar la carta d'Europa, a formargli Stati Uniti, prendendo a base le Nazionalità. L'Austria e la Turchia prevede debban cadere; e le razze slave prendere un gran posto nelle famiglie de' popoli europei, purchè si emancipino dallo tzarismo, sola politica che possa impedire il pan-germanismo.

I disinganni non gli mancarono. Vide in Italia i suoi intenti raggiunti da altri senza e contro di lui: in Germania, in Ungheria formarsi le nazionalità con politica differente dalla sua. Si ritrasse dal movimento con pochi discepoli, sempre agitatore, ma svolgendo principalmente le sue dottrine filosofiche, religiose, sociali. Quasi tutti i suoi antichi amici e compagni di fede si erano stretti alla Monarchia Piemontese.

«Ho la morte nel cuore (scrive ad un giovane amico suo, oggi illustre); io vi portavo un vincolo di simpatie straniere, un po' di fascino esercitato sui giovani d'azione. Potevate giovarvene e spegnermi, annientarmi il dì dopo; non avreste avuto un rimprovero da me, come è vero ch'io esisto!»

Molte profezie sono ne' suoi scritti; molte pagine furon per alcuni

.... savor di forte agrume.

A Napoleone, nello splendore della sua gloria grida: «Un giorno, abbandonato, schernito, maledetto da quei che oggi s'avviliscono di menzogne e di lodi davanti a voi, andrete, vittima espiatrice di Roma, a morire in esilio!»