Attorno a quel gruppo di stelle, onde si compone la pleiade musicale che brillò nei puri vesperi dell'Italia dal '31 al '46, altri minori pianeti, come obbedienti satelliti, girarono e modestamente splendettero; ma la loro luce ebbe bagliori fugaci che ben presto si dissiparono. Nell'azzurro sconfinato del cielo gli astri di prima grandezza soltanto rimasero, ad attestare che il primato della musica è ancora nostro, e uno ancora vi rifulge solitario e lucente, come remota stella polare, speranza e guida dei naviganti che si affacciano ai mari inesplorati del secolo nascituro.

LA ELETTRICITÀ ANIMALE

CONFERENZA
DEL
Prof. GIULIO FANO.

Signore e Signori,

Il periodo di vita italiana dal 1831 al 1846, preso in esame dalle conferenze di quest'anno, è caratterizzato soprattutto dalle idee di rivendicazione politica e sociale che fermentavano allora nelle menti di molti fra i migliori, distogliendoli, in parte almeno, dalle ricerche sui fenomeni naturali. Si capisce che le lotte intestine, le congiure, i moti e le vicende tormentose della patria possano conciliarsi coll'inspirazione artistica, anzi spesso eccitarne lo sviluppo in alte e nobilissime forme che valgano ad esaltare i meno animosi ed a raccogliere i più sotto la stessa bandiera. Ma per le scienze esatte, per le ricerche pazienti di laboratorio, per l'esame accurato della natura si richiedono tempi sereni e tranquilli. Qualche manifestazione geniale si presenta, è vero, nella storia della scienza anche nei momenti più torbidi, ma sono forme accidentali di un carattere che si potrebbe dire vulcanico, e non già il risultato di quelle forze costanti che agiscono lentamente sulla coscienza collettiva degli studiosi.

Ciò nonostante, anche in quei tristi, incerti, ma pure gloriosi periodi della nostra vita nazionale, possiamo con orgoglio ricordare parecchi notevoli contributi allo sviluppo delle scienze fisiche e naturali. Fra gli argomenti di carattere biologico allora trattati, uno fra i preferiti da molti scienziati italiani è l'elettricità animale, e ne fanno fede i nomi del Nobili, del Marianini, del Santi-Linari, del Grimelli, del Matteucci, del Savi, del Pacini, alcuni dei quali, e fra i più illustri, furono onore dell'Ateneo fiorentino. Si direbbe che i germi lasciati dal Galvani e per lunga serie di anni rimasti assopiti in una specie di stato latente, portati in questa terra toscana che ebbe sempre e giustamente il vanto di proteggere i buoni studi, riprendessero nuova vita dando ricchi e rigogliosi germogli. Sicchè l'elettricità animale, che nacque come argomento di ricerca in Italia, e qui ebbe le maggiori e più importanti cure, che ne assicurarono lo sviluppo, può dirsi a ragione cosa nostra, senza che per questo si diminuisca il carattere cosmopolita che fa della scienza l'unico vincolo che ancora raccolga la sminuzzata umanità di questa tristissima fine di secolo. Quanto vi ho detto, spero sia sufficiente per giustificare la mia scelta. Debbo però avvertirvi che non posso restringere il mio dire a ciò solo che in proposito si è osservato nei tre lustri fissati dal programma, e neppure mi è lecito limitarmi ai soli risultati dovuti a ricercatori italiani. Voi non mi perdonereste certamente di sacrificare ad un sentimento nazionale, che in tal caso sarebbe malinteso, un argomento scientifico che, nato in Italia, divenne poi per sua natura universale.

Il capitolo della elettricità animale comprende quelle manifestazioni elettriche date da un animale o da una parte di esso durante la vita, e che si sviluppano dagli organi come una naturale e necessaria conseguenza delle loro attività funzionali. Sicchè i fatti elettrici che si possono ottenere in certi casi, per esempio passando con forza la mano sul dorso di un gatto vivo come su quello di un morto o semplicemente su una pelliccia di gatto, appartengono tanto poco alla elettricità animale quanto ciò che si manifesta collo strofinare un bastone di resina o di zolfo. Nello stesso modo nessun rapporto hanno col nostro soggetto le scintille che alcune persone ottengono passandosi le mani nei capelli o stropicciandosi altre parti del corpo. Si tratta in questi casi semplicemente di elettricità per strofinamento e si capisce come condizioni particolari della pelle, dei peli e dell'ambiente possano dare a questo fenomeno proporzioni veramente stupefacenti.

A queste osservazioni però, tanto semplici per sè stesse, si aggiunsero, come troppo spesso accade, i prodotti più o meno sinceri dell'immaginazione, sicchè si venne ad affermare che alcune persone erano dotate di vere proprietà elettriche a somiglianza di alcuni pesci dei quali avremo fra poco occasione di parlare. Numerose sono le osservazioni citate in proposito. Mi limiterò a ricordare quella della Signora elettrica di Oxford negli Stati Uniti, perchè è forse il caso documentato meno peggio. Essa si accorse il 25 gennaio 1837, mentre in numerosa compagnia osservava un'aurora boreale, che le dita delle sue mani emettevano scintille elettriche ogniqualvolta essa accarezzava il volto di un suo fratello. Tutta la società, benchè in sul principio fosse molto dubbiosa, dovette poi convincersi della realtà di quello strano fenomeno, ed il dottor Williard Osford, una specie di san Tommaso, fu condotto alla fede da una scintilla lunga circa venti millimetri, che quella interessante persona gli scaricò sulla punta del naso, dai polpastrelli delle dita, facendolo indietreggiare spaventato. Il marito di quella signora era lontano, in viaggio, al momento dello sviluppo di quella strana proprietà. Allorchè in aprile ritornò, la moglie gli andò incontro alla porta di casa, e presentandogli scherzosamente le mani alla faccia lo sbalordì con una scarica elettrica. Come vedete, quando un marito torna a casa dopo una lunga assenza deve essere preparato a qualunque sorpresa!

A me fu raccontato da un medico di Firenze di un caso simile da lui osservato in queste ultime settimane. Una signora straniera, che abita la nostra città, si presenta, soprattutto quando domina la tramontana, come circondata da una nube luminosa, tante sono le scintille che crepitando scoccano dalla superficie del suo corpo. E le parti più intime del suo abbigliamento, e le lenzuola del suo letto sono così cariche di elettricità, che il solo sfregamento di esse dà luogo ad imponenti manifestazioni elettriche. Anche qui si tratta, è evidente, di semplici fatti dovuti ad elettricità sviluppata per sfregamento.

Ad ogni nostro movimento noi produciamo calore, fra le molte altre ragioni, per l'attrito dei piedi contro il suolo o degli indumenti sulla persona, e nello stesso tempo diamo luogo, per le stesse cause ad una elettrizzazione della superficie del nostro corpo e degli oggetti che con essa vengono in contatto. Si capisce come condizioni particolari di poca conducibilità degli appoggi e delle parti superficiali dell'organismo debbano provocare i fenomeni sopra descritti, i quali, benchè possano sembrare meravigliosi, sono molto più semplici di un battito del nostro cuore o di un movimento delle nostre labbra. Certamente le condizioni nutritive e nervose di quegl'individui contribuiscono a dare alla loro cute quelle proprietà particolari che determinano una elettrizzazione tanto notevole, ma non per questo possiamo dire che quei fatti appartengono alla elettricità animale propriamente detta.