Le differenti manifestazioni funzionali del nostro corpo, delle quali abbiamo fatto parola, sono accompagnate però da fatti collaterali, come avviene in ogni altra macchina. Abbiamo cioè, oltre il lavoro specifico dei diversi apparecchi, uno sviluppo di calore che contribuisce, negli animali che stanno in alto della scala zoologica, a mantenere la temperatura del loro corpo ad un grado superiore a quello ordinario dell'ambiente.

Ma oltre il calore si possono discernere altre forme di energia, fra le quali la luce e le manifestazioni elettriche.

Non avete mai veduto il mare fosforescente? È soprattutto nelle regioni equatoriali che questo spettacolo si manifesta nel suo massimo splendore, dando al navigante l'impressione di solcare delle onde infocate. Non dimenticherò mai le sere passate sull'Oceano indiano, appunto per la magnifica fosforescenza che vi ho potuto ammirare. Tutta la superficie del mare, leggermente increspata, era illuminata da una luce vaga, nebulosa, bluastra, che pareva scaturire dalle maggiori profondità, mentre il solco aperto dal piroscafo splendeva sin presso all'orizzonte come una striscia di fuoco, sulla quale risaltavano i guizzi di fiamme provocati dall'elica che percoteva l'Oceano e dalla prua che ne squarciava gli attriti. Questo fenomeno è dovuto alla presenza di innumerevoli esseri assai bassi nella scala dei viventi, alcuni minutissimi, altri, come le meduse, abbastanza voluminosi, i quali, quando siano stimolati dagli urti delle onde o dell'elica, per esempio, rivelano quello stato di eccitamento con manifestazioni di energia che, in grazia della loro trasparenza, acquistano i caratteri di vere e proprie funzioni luminose. In questo caso si potrebbe proprio dire con un illustre fisiologo che noi siamo colpiti direttamente dalle irradiazioni della fiaccola della vita. Fatti simili, benchè più complessi e parzialmente sottoposti all'impero dei centri nervosi, ci vengono presentati fra gli altri da alcuni insetti, dei quali rammenterò le lucciole, ornamento delle nostre sere di primavera e di estate, e che furono soggetto di interessantissime ricerche del nostro Matteucci, e gli elaterii dell'America tropicale, che possono servire come lanterne per illuminare il cammino, e che sul capo delle signore splendono di una vivissima luce propria, molto più apprezzabile, mi pare, di quella riflessa da un diamante.

Come vedete, alcuni fatti che d'ordinario sono semplici accessori, che si presentano come collaterali di una funzione principale, possono, in certi casi, raggiungere così grande sviluppo, da acquistare per se stessi la dignità di una vera e propria funzione. Questo accade per la luce emessa dagli organi fosforescenti degli insetti, come pure per le manifestazioni elettriche della torpedine, del gimnoto, del siluro che, grazie alla evoluzione di organi particolari, si sono resi capaci di emanazioni elettriche potentissime, mentre, d'ordinario, l'elettricità che si svolge dagli organi funzionanti, può essere appena avvertita da apparecchi delicatissimi.

Non per questo essa ha meno importanza pel ricercatore di fatti biologici, che anzi la corrente tenuissima che si può raccogliere da un muscolo che si contrae, la così detta corrente d'azione vale a farci comprendere la potentissima scossa emessa da un pesce elettrico.

Si disse come le manifestazioni funzionali dell'organismo siano dovute a processi di combustione che si svolgono in seno agli elementi costitutivi dei nostri organi. Ma il lavoro determina necessariamente il consumo del combustibile, ed anche, benchè meno rapidamente, della macchina. Sicchè un organismo non potrebbe presentare una funzione continuata se ai fatti distruttivi, che sono il fondamento o la conseguenza delle sue varie forme di lavoro, non facessero equilibrio fatti antagonistici di reintegrazione, capaci di ricostituire le forze impiegate nell'attività e le strutture consumate dall'uso, che in altre parole servono a rimettere nuovo carbone nel fornello, ed a raccomodare quegl'ingranaggi che vanno di mano in mano sciupandosi. Per questo un organismo si può considerare come continuamente oscillante fra due atti chimici opposti: quelli distruttivi, che si manifestano in forma di movimento, di calore, di luce, di elettricità o d'altro: e quelli ricostitutivi, che accumulano nuovi materiali combustibili e reintegrano i tessuti sciupati dalla funzione.

Può accadere che questi due fatti antagonistici corrispondano perfettamente gli uni agli altri, come può avvenire che l'uno di essi predomini sull'altro, e voi facilmente comprenderete quanto sia importante pel biologo di assistere agli avvicendamenti chimici che si svolgono nell'intima trama degli organi viventi. Questo ci è in parte concesso quando si raccolga e si registri graficamente, per mezzo di apparecchi delicatissimi, le variazioni elettriche dei tessuti che vivono, vale a dire che si nutrono e che funzionano. Infatti, i processi distruttivi determinano nelle parti che ne sono la sede una certa condizione elettrica che si chiama negativa; e i fenomeni opposti di reintegrazione danno luogo a manifestazioni elettriche di segno contrario, provocando cioè uno stato che si dice positivo.

Si capisce, perciò, come non si ottenga alcuna manifestazione elettrica da un organo nel quale i processi chimici opposti, distruttivi e reintegrativi si fanno equilibrio, perchè in esso agiscono due forze eguali e contrarie che si neutralizzano, mentre vediamo diventare negativa quella parte nella quale si esagerano i processi demolitori, o positiva quella nella quale predominano i fatti di riparazione organica.

Così l'agente misterioso che lungo i nervi è l'intermediario fra il cervello e le parti del nostro organismo, facendosi il messaggero delle azioni di senso e di movimento, si rivela a noi come un'onda di negatività, che percorre i cordoni nervosi; così l'attività di un muscolo, di una glandola, di un organo di senso danno luogo a variazioni elettriche negative della parte funzionante. Noi riusciamo inoltre a raccogliere dalla superficie del nostro corpo cangiamenti elettrici, variazioni di potenziale, come si dice, che corrispondono col loro avvicendarsi al ritmico battito del cuore. Per contro, quest'organo centrale della circolazione, quando sia arrestato da azioni nervose particolari che ne esagerino gli atti ricostitutivi, a scapito di quelli che sono la base della sua funzione meccanica, dimostra questi cangiamenti con variazioni elettriche opposte di carattere positivo.

Come vedete, le oscillazioni elettriche dei tessuti, raccolte e registrate coi nostri apparecchi, possono esprimere all'esterno le intime modificazioni chimiche che si svolgono nei più remoti recessi del nostro organismo, e possono tracciare dei veri ed autentici rapporti autografici di esse. Sicchè per mezzo della elettricità animale ci è concesso di possedere una immagine, per quanto sfumata e vaga di quel ritmo chimico che forma il sottostrato delle manifestazioni di un essere vivente; o, se volete, un'eco assai attenuata, ma pur fedele, dell'armonia della vita. E non è probabilmente lontano il giorno nel quale indagando le correnti d'azione dei centri nervosi noi sorprenderemo le cellule cerebrali nella loro attività elaboratrice della sensazione e del movimento.