E nella «Origine degli scherzi», altra saffica che ben a ragione è stata chiamata la sua «Arte poetica», dice come, dopo avere da giovine «sbagliato se stesso» e «pagato al Petrarca il noviziato», la coscienza aveva rettificata la sua vocazione, e di mezzo alle due scuole d'allora de' Classici e de' Romantici aveva fatto balzar fuori la satira sua paesana, «nel suo volgare, col suo vestito», satira nutrita d'amarezza e di sdegno, «riso che non passa alla midolla», come quello del saltimbanco,

che muor di fame, e in vista ilare e franco

trattien la folla.

E «a uno scrittor di satire in gala»

Vedi piuttosto

diceva

di chiamare al banco

i vizi del tuo popolo in toscano,

di chiamar nero il nero e bianco il bianco,

e di pigliare arditamente in mano