Che cchiude un carnovale senza scèna. (III. 28).
Uno dei più bei gusti è quello di deturpar le mura:
Tutta la nostra gran zoddisfazzione
De noàntri quann'èrimo regazzi
Era a le case nove e a li palazzi
De sporcajje li muri còr carbone
. . . . . . . . . . . . . . .
Quelle so bbell'età, per Dio de leggno!
Sibbè ch'adesso puro me la godo,
E ssi cc'è mmuro bbianco io je lo sfreggno. (III. 399).