Dell'Alighier. Nefando

Di Bonaparte è il brando,

S'egli altri numi ha in cor.

Le esortazioni e i vaticinii del Poeta, dovevano attingere valore dal tempo; ed ora noi li congiungiamo ai ricordi del colloquio di Plombières, di Magenta e Solferino.

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Aleardo Aleardi ebbe anch'esso anima vera di poeta; ma ebbe indole diversa. Anche al fisico, quantunque tutt'e due fossero belli uomini, al portamento i due molto si diversificavano. Aleardo Aleardi composto, dignitoso, contegnoso. Con la sua bella chioma spartita sulla fronte e con la pettinatura impeccabile mi faceva pensare a un verso di Gaspare Gozzi, ove descrive i capelli dei damerini del suo tempo. Aveva il parlare sentenzioso, la frase rotonda, e volentieri batteva il pugno quando voleva asserire qualcosa di solenne. Aleardo Aleardi fu troppo lodato, e fu sventura per lui. Io mi ricordo che un critico, poco dopo il '60, metteva nientemeno che il nome di Aleardo Aleardi vicino a quello di Dante Alighieri; e io provai una profonda pietà per Aleardo Aleardi. Infatti egli dovette scontar poi, con un rapido rovescio della fortuna della sua fama e quasi con l'oblio, l'eccesso delle lodi prodigategli dai compiacenti contemporanei.

L'Aleardi lasciò scritto di sè che da ragazzo aveva provato una grande inclinazione per la pittura, e specialmente pel paesaggio; ma gli era stata così severamente interdetta e combattuta dal padre, che dovette abbandonarla. Questa sua inclinazione alla pittura di paese si riflette qua e là nei suoi componimenti in modo manifesto:

Ogni eminenza dopo la procella

Versa per cento conche

In curve e fuggitive