Niuna canzone dei natali Abruzzi

Le patetiche bande. Taciturni

Falcian le mèssi di signori ignoti;

E quando la sudata opra è compita

Riedono taciturni; e sol talora

La passïone dei ritorni addoppia

Col domestico suon la cornamusa....

Vi consiglio anche di leggere nelle Prime storie la descrizione del Diluvio universale, nella quale l'Aleardi ha saputo unire alla evidenza del quadro alcuni tocchi di fantasia che ne accrescono il mistico terrore.

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I difetti della poesia di Aleardo Aleardi io non mi propongo qui di numerare e di analizzare partitamente. Vi dirò solo che dalla lettura dei suoi versi io ho ritratto il convincimento che in lui non fosse profonda la coltura letteraria e sufficiente la preparazione per dare sempre alla forma poetica quella sicura e precisa finitezza che le procaccia il duraturo suffragio degli uomini di buon gusto. Egli è spesso morbido, vago, indeterminato: il suo tocco, troppe volte non è sicuro e non coglie nel segno voluto; e allora cerca una simulazione di precisione in qualche immagine che non è sempre di buon gusto. Circa la novità, vuol differenziarsi dagli altri, e principalmente da Giovanni Prati, di cui sente la rivalità perigliosa; ma la novità cercata è tante volte a spese del buon gusto. Le sue immagini sono talvolta troppo cercate e sconfinano nel barocco; come quando vi dice che una campana suona per la valle «limosinando carità di preci,» proprio come un frate o un mendicante qualunque! Oppure quando, compiacendosi, al solito, della sua botanica, vi dice che sul ciglio di un burrone, dei ranuncoli, delle passiflore e non so quali altri fiori, stanno brontolando fra loro parole di congiura contro la vita degli uomini!... Soprattutto io credo che la poesia di Aleardo Aleardi fosse malata di un femminismo estetico. Io non so trovare altro nome; ma un fatto, pur troppo, vi corrisponde. Vi sono troppe Marie in quei suoi componimenti! È venuto l'Epistolario, che ha messo in evidenza anche troppo, la soverchia, la stemperata amatività di lui. Io credo che se l'amore della donna è un prezioso coefficente per la poesia, e per l'arte, quando le donne sono troppe nella vita di un poeta, lo guastano.