Volete in Roma o volete in Atene,
Sì capricciosi giuochi e sì garbati
Rappresentasser nell'antiche scene.
Se quei fur buon, questi son vantaggiati,
Questi fan meglio se quei fecer bene;
Onde assai più di lor fieno i Gelosi
Nei secoli avvenir sempre famosi.
Era dunque giunta allora a Firenze nientemeno che la Compagnia dei Gelosi! A quanti di voi questo nome riesce indifferente, e parrà fors'anco ridicolo! Eppure, codesta fu la Compagnia più famosa di quante per due secoli recitarono in Italia e fuori la Commedia dell'arte; ed ebbe per insegna un Giano bifronte col motto che dava ragione del suo nome:
Virtù, fama ed onor ne fêr Gelosi.
“Trappola mio,„ — esclamava in un suo dialogo chine fu per molti anni il condottiero — “di quelle compagnie non se ne trovano più; e ciò sia detto con pace di quelle che hanno solamente tre o quattro parti buone e l'altre sono de pochissimo, valore, e non corrispondono alle principali, come facevano tutte le parti di quella famosa compagnia, le quali erano tutte singolari. Insomma ella fu tale che pose termine alla drammatica arte, oltre del quale non può varcare niuna moderna compagnia de comici„, e mostrò “a i comici venturi il vero modo di comporre e recitar commedie, tragicomedie, tragedie, pastorali, intermedii apparenti, et altre inventioni rappresentative, come generalmente si veggono nelle scene„.