Usciti dalle man dei Fiorentini

E dati in preda a Tedeschi e marrani.

.... Ecco che personaggi, ecco che Corte,

Che brigate galanti cortigiane,

Copis, Vinci, Corinzio e Trincheforte!

Nomi da fare sbigottire un cane.

.... Or ecco chi presume

Signoreggiare il bel nome latino!

Ma dopo il carnevale di Leone X, la tetra quaresima di Adriano VI fu breve. Quei gaudenti, per vendicarsi, gli tribolarono la vita, lo vilipesero, lo impedirono. Morì dopo un anno, nè gli restò che farsi incidere sul sepolcro l'amara espressione del suo disinganno: “ahimè! in che tempi mi sono imbattuto!„

Non si può dire tuttavia, che la sua fugace apparizione fosse inutile del tutto, perchè quel rinnovato sentimento religioso perdurò, e se anche andò poi confuso e travolto nella grande fiumana della Reazione Cattolica, pure avendo questa innegabilmente riformata in molte parti la Chiesa, se ne deve concludere che quel rinnovato sentimento religioso cooperò non poco a determinare questo movimento di controriforma, quasi ponendo esso alla propria Chiesa questo trilemma, che bisognava o conciliarsi coi Protestanti, o riformarsi, o perire. Un altro coefficiente della Reazione Cattolica, indipendente anch'esso dalla ribellione Tedesca, è il venir meno grado a grado dei primitivi impulsi, che avevano in Italia fatta la grandezza del Rinascimento. L'umanismo, riavuti i classici e dato vita ad un nuovo ideale di cultura, imbozzacchisce nell'erudizione, nel pedantismo accademico, e nell'imitazione. La pittura e la scultura, dopo Michelangelo, declinano nel manierismo. L'architettura s'immobilizza nei tipi fissi del Palladio e del Barozzi. Dopo l'Ariosto, la poesia non dà più guizzo di luce fino al Tasso, ma il Tasso è figlio, suo malgrado, d'altra civiltà e d'altro tempo. Ed ultimo coefficiente della Reazione Cattolica è esso finalmente il consenso, la partecipazione diretta, che l'Italia presta alla Riforma Luterana e Calvinista?